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LA STORIA Il ritratto apparteneva a due fratelli spagnoli

Cedono il falso Goya. Ma vengono truffati da uno sceicco finto

Tutto falso: il “Ritratto di don Antonio Maria Esqui­vel” attribuito a Francisco Goya, lo sceicco interessato ad acquistarlo, i franchi svizzeri con cui l’opera sa­rebbe stata pagata. Una dop­pia truffa internazionale de­gna di un film di Totò e sulla quale hanno indirizzato la propria attenzione sia la magistratura spagnola sia quella italiana. Perché spa­gnoli sono i truffatori e ita­liana è la località nella qua­le è stato siglato l’accordo tra le parti: Torino.
  E di Torino è anche l’uomo che avrebbe fatto da media­tore tra il falso sceicco – di cui si sono perse nel frat­tempo le tracce – e i posses­sori del finto Goya, due fra­telli spagnoli residenti a Gi­rona, in Catalogna, a loro volta truffati nel lontano 2003, quando misero per primi le mani sul “Ritratto di don Antonio Maria Es qu ive l” ritenendolo au­tentico. E così, dopo il raggi­ro subito dodici anni prima, i due hanno pensato di mol­lare il “pacco” a qualcun altro.

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