img_big
Politica
LA POLEMICA Il radicale Viale movimenta la chiusura del 2015

La Sala Rossa spende 5,3 milioni in un anno. «Ci riuniamo troppo»

Vedi la sgargiante cravatta di Silvio Viale spuntare dai banchi e sai subito che il colpo di teatro è dietro l’angolo. Perché se non fosse stato per il radicale vice capogruppo del Pd, la confe­renza di fine anno della Sala Rossa forse sarebbe stata ricordata solo per il lapsus del vicepresiden­te Cuntrò (che ha intitolato a Toto Cutugno il carcere delle Vallette) o per l’usuale classifica dei presenti e degli assenti. Che nel 2015 ha dato i seguenti risultati: gli stakanovisti del consiglio, con 65 sedute su 65, sono i democratici Araldi e Ventura e Trombotto di Sel, la candidata dei Cinque Stelle Chiara Appendino batte Piero Fas­sino 62 a 45 (ma «incidono impegni istituzionali concomitanti cui il sindaco ha dovuto attendere» sottolineano dal Comune). Il leghista Ricca è il più ciarliero, con 280 interventi, ma il vero recor­dman è il capogruppo grillino Vittorio Bertola: tra commissioni e sedute di consiglio ha colleziona­to la bellezza di 697 gettoni in dieci mesi di lavoro, una media di oltre tre al giorno. Ed è qui che Viale ha colpito anche se gli è stata negata la parola in aula, denunciando in sostanza che «ci riuniamo troppo e per troppe riunioni inutili».

CORRI IN EDICOLA E ACQUISTA CRONACAQUI PER LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO E VEDERE LE FOTO 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo