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LA RECENSIONE – Rainbow Six Siege (Ps4, Xbox One, Pc)

Dopo diversi anni di assenza, il marchio di Rainbow Six torna con questo Siege, prima incarnazione del brand sulle console di nuova generazione. Un gioco che parla di terrorismo, annunciato diversi anni fa e che casualmente esce proprio nel momento in cui l’argomento è di drammatica attualità. Forse anche per questo non è stato accompagnato dal consueto battage pubblicitario tipico dei titoli a tripla A targati Ubisoft ma questo non significa che non sia uno dei giochi “natalizi” atteso con più curiosità dagli appassionati. Un fatto dovuto non solo alla fama del marchio Rainbow Six ma anche alle spettacolari immagini che avevano accompagnato l’annuncio del gioco e che avevano parecchio ingolosito i giocatori di mezzo mondo. Da quel giorno, non è un segreto, Siege ha subito un downgrade: la speranza è che il gioco non ne abbia risentito eccessivamente. Andiamo a scoprirlo insieme.

 

Veloce premessa per chi non lo sapesse: il concetto di base di Siege è quello di mettere di fronte terroristi e forze speciali, impegnati in una lotta senza esclusione di colpi, i primi per raggiungere i propri obiettivi e i secondi per fermarli. Le prime perplessità sono nate quando è stato annunciato che il gioco non avrebbe avuto una campagna in single player. Scelta che effettivamente anche a noi, che tanto avevamo amato l’avventura dei due Rainbow Six: Vegas, sembra un po’ penalizzante. In ogni caso gli sviluppatori hanno comunque inserito una sezione da affrontare in solitaria e che si rivela essere in pratica una sorta di grosso tutorial da studiare bene prima di lanciarsi nell’online. Si tratta di una serie di missioni, ognuna con la propria ambientazione e il proprio obiettivo. Dovrete così, per fare un paio di esempi, individuare e salvare un ostaggio o disattivare degli ordigni esplosivi. In ogni missione vestirete i panni di una classe differente, cominciando così a conoscere tutte le armi e i gadget che vi troverete poi a maneggiare con gli altri giocatori, e ve la vedrete con un gruppo alquanto agguerrito di terroristi. Ma che si tratti di una soluzione-tampone è piuttosto evidente per il fatto che queste missioni non sono state fatte con la stessa cura che di solito si pone nella realizzazione di una vera e propria campagna. Uno dei difetti più evidenti sta nel fatto che gli avversari sono sempre negli stessi posti: questo significa che ogni volta che tenterete una missione, li troverete sempre nello stesso identico punto, togliendo al gioco la tensione di non sapere cosa c’è dietro un angolo o in una stanza chiusa. Gli sviluppatori hanno poi scelto di mettere un po’ da parte il realismo in favore di qualche scelta tesa ad aumentare l’effetto sorpresa e quindi, nelle loro intenzioni, anche il divertimento. E così ecco, ad esempio, che un palazzo completamente ripulito all’improvviso si riempie di nuovo di terroristi oppure che un cecchino compare misteriosamente proprio nel bel mezzo del punto di estrazione, quando ormai pensavate di essere al sicuro.

 

Una volta terminate le missioni in single, sarete pronti per buttarvi nell’online. La modalità Terror Hunt è sicuramente quella più divertente, la migliore di questo Siege. In pratica, si tratta di una battaglia da affrontare in coop con un gruppo di amici in cui la possibilità di organizzare e pianificare nei minimi dettagli porta a una grande soddisfazione quando tutto funziona nel modo migliore. Individuare i punti deboli nella “fortificazione” avversaria, pianificare l’irruzione con la giusta coordinazione e arrivare ad eliminare tutti gli avversari con successo, nelle varie ambientazioni studiate dai programmatori, così come anche la preparazione con la giusta personalizzazione di armi e gadget, regala ore di divertimento.

 

Se questo è il lato positivo del gioco, diventa inevitabilmente anche quello negativo. Infatti se affrontare i terroristi in compagnia di amici è molto divertente, diventa invece un po’ frustante farlo in modalità competitiva con un team di sconosciuti che si parlano poco o nulla: tutto il gusto della pianificazione strategica si perde, lasciando l’impressione che la vittoria o la sconfitta dipendano più che altro dalla fortuna nel matchmaking. In questa modalità, in ogni caso, i giocatori vengono divisi in due squadre che, prima dello scontro vero e proprio, avranno un po’ di tempo a disposizione per organizzarsi. I terroristi dovranno asseragliarsi, piazzando trappole, rinforzando i muri, barricando porte e finestre. Allo stesso tempo, le forze speciali – ad esempio con l’uso di droni – dovranno cercare di scoprire il maggior numero di elementi utili sull’obiettivo per individuare e sfruttare i punti deboli al fine di raggiungere il proprio obiettivo o più semplicemente eliminare tutti i terroristi. Giocando sbloccherete le varie classi di personaggi, tra cui potrete poi scegliere la vostra preferita: ognuna ha le proprie dotazioni e le proprie caratteristiche: corazze, scudi, droni, fucili da cecchino, torrette mitragliatrici… Avrete solo l’imbarazzo della scelta.

 

Il downgrade di cui parlavamo all’inizio è particolarmente visibile nel comparto tecnico. Rispetto a quanto si era visto nelle anticipazioni, si nota soprattutto la minore resa grafica e una diminuzione della libertà nel gameplay (ad esempio, non è più possibile fare irruzione da qualunque punto). Questo non significa che Siege sia graficamente brutto ma solo che è più “normale” rispetto al livello eccezionale che era stato preannunciato. Un peccato certo, ma che non pregiudica il risultato finale: insomma, se amate i multiplayer Siege vi piacerà lo stesso e se invece preferite giocare da soli, non vi sarebbe piaciuto neanche con una grafica da urlo. Dal punto di vista dell’audio, è da sottolineare il buon lavoro svolto con gli effetti sonori, in quanto i rumori prodotti dagli avversari possono aiutarvi a capire dove si trovano o cosa stanno facendo, diventando così un elemento fondamentale della strategia di gioco.

 

Infine, la longevità. Essendo un gioco basato quasi esclusivamente sull’online, Siege è potenzialmente infinito. Però se non giocate con qualche amico, esiste il rischio che dopo un po’ venga a noia. Proprio per questo bisogna aspettare con fiducia i prossimi Dlc: l’impressione è che Ubisoft arricchirà il titolo di contenuti in grado di variare l’esperienza di gioco in maniera sensibile.

 

Rainbow Six: Siege è un gioco prodotto da Ubisoft per Ps4, Xbox One e Pc. La versione utilizzata per la recensione è quella per Ps4.

 

I VOTI

Grafica 8

Audio 8,5

Gameplay 8

Longevità 8,5

Multiplayer 9

TOTALE 8,5

 

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