VINOVO Un altro appello al ministero dell'Agricoltura. I timori per l'occupazione e l'indotto

All’ippodromo gare bloccate. A rischio oltre 200 lavoratori

Duecento lavoratori a rischio, tra dipendenti diretti dell’ippodromo di Vinovo e in­dotto. Per ora soltanto la peggiore delle ipotesi anche se l’impasse nella quale si è infilata l’ippica italiana è difficile da districare in tempi brevi. Ma nessuno da quel­le parti ha voglia di arrendersi senza combattere ora che dalla stessa parte remano operatori del settore imprenditori ma anche la politica locale, mentre quella na­zionale ancora non ha fornito ri­sposte concrete. Vinovo è fermo da due mesi e a gennaio ci sono tutte le intenzio­ni di ripartire ufficiosamente in attesa di conferme nero su bianco con quattro giornate di gare. Ma come ha ribadito con forza l’ad dell’Ippodromo, Guido Melzi d’Eril, solo di fronte a prospettive precise: «Una risposta definitiva la daremo nel fine settimana, per­ché questa volta siamo per la li­nea dura. Se dal ministero dell’Agricoltura non ci daranno la possibilità di pianificare il 2016, come possiamo fare impre­sa? Ovviamente però valuteremo tutto con le categorie interessate e con i sindacati». 

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