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Atletica a Torino: tra record e campionissimi, un meeting che sa di storia

La sua lunga storia ha inizio 47 anni fa. Il meeting internazionale di atletica leggera di Torino è stato una delle più belle vetrine di campioni e tornare a ritroso alle sue origini significa incontrare personaggi che, al solo citarli, trasmettono emozioni.BERRUTI APRIPISTALa prima esperienza organizzativa del Cus risale proprio al 1963. L’appuntamento si identificò subito con la data del 2 giugno, anche se non è sempre stata rispettata. A illuminare la rassegna al debutto fu Livio Berruti l’oro sui 200 metri a Roma 1960, insieme al giovane Eddy Ottoz. Nel 1967 il sovietico Ter Ovanesian supera gli 8 metri nel lungo e due anni dopo, nell’edizione dei successi di Franco Arese (1.500), Pippo Cindolo (5.000) e Paola Pigni (800), fa il suo esordio Valery Borzov. Nel 1971 Pietro Mennea s’impone negli amati 200 metri. Passano dodici mesi e la Pigni batte la Kazankina, gli ostacoli esibiscono il francese Guy Drut e il pubblico può applaudire anche Sara Simeoni nell’alto e il cussino Marcello Fiasconaro negli 800.LO STOP NEL 1983Nel 1975, due a distanza di un mese, diventano terreno di caccia per l’americano Steve Williams nei 100 metri e i cubani Silvio Leonard sui 200 e Alberto Juantorena sui 400. I 1.500 nel 1976 salutano l’addio di Arese e l’ascesa di Gabriella Dorio. Il trinidegno Hasely Crawford fa 10″1 sui 100 e poi vince le Olimpiadi di Montreal. Nel 1980 Sebastian Coe domina negli 800. Non mancano presenze azzurre di spicco come Pierfrancesco Pavoni, Stefano Mei, Totò Antibo, Marisa Masullo e Alberto Cova. Poi nel 1983 l’avventura si interrompe con Said Aouita. La grande atletica torna a Torino solo nel 1995, grazie alla passione di Riccardo D’Elicio, Diego Bastino, Franco Arese, Ludovico Perricone e Gianni Romeo.DI MARTINO RECORDComincia una seconda vita, segnata dai talenti emergenti, come i 21enni Hicham El Guerrouj, Marion Jones e Yuri Borzakovsky, e dai campioni già affermati come Marlene Ottey, Fiona May, Ivan Pedroso Tatyana Lebedeva, Christian Olsson e Stefan Holm. Molte le emozioni e su tutte quella del 2007, quando Kajsa Bergqvist e Antonietta Di Martino fanno a braccio di ferro nel salto in salto, valicando entrambe i 2,02, e la campana batte dopo 29 anni il record italiano della Simeoni. Dal 2000 il meeting è intitolato alla memoria di Primo Nebiolo e nel 2009, per onorare il decennale della scomparsa del grande dirigente subalpino, arrivano allo stadio il Principe Alberto II di Monaco, il Rettore del Politecnico Francesco Profumo e il presidente della Fidal Franco Arese. In pedana si segnala ancora la Di Martino e in pista l’attenzione è concentrata sul sudanese Abubaker Kaki e sul sudafricano Oscar Pistorius, che corre con le protesi in fibra di carbonio e sogna i Mondiali di Berlino. Il resto è già presente.

 

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