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Tesoro da 24 milioni nei paradisi fiscali: individuati 7 torinesi

La nonnina quasi centenaria, vedova di un noto impresario della Val di Susa, i suoi risparmi li aveva depositati in una banca di San Marino. Un posto un po’ fuori mano per una vecchina malferma sulle gambe ma con la passione del computer: «Oggi come oggi – ha detto ai finanzieri del comando Provinciale di Torino – c’è l’Internet Banking e per qualunque necessità mi basta digitare pochi tasti sul mio portatile». Portare i risparmi a San Marino non è nulla di particolarmente scandaloso se non si dimentica di pagare, ogni anno, il giusto tributo all’Erario. Un problema che la quasi centenaria non si era neppure posto e ora, finita nei guai, se vorrà salvare i suoi 500mila euro, dovrà far fronte a pesanti sanzioni.Lei, la nonnina, è solo una dei sette torinesi con il vizietto dell’esportazione illegale di valuta, pizzicati nei giorni scorsi dalle Fiamme Gialle. Un’operazione che ha passato al setaccio numerose transazioni tra l’Italia, la Svizzera, il Liechtenstein e, appunto, la meno straniera Repubblica di San Marino e che ha consentito di individuare 24 milioni di euro fatti sparire dal nostro Paese. Tra gli evasori c’è anche un pensionato che all’estero aveva nascosto la bellezza di 100mila euro. Una somma identica a quella che un noto primario ospedaliero, internista in un nosocomio cittadino, aveva depositato sul conto corrente di una banca in un paradiso fiscale.Il record spetta, spiega il colonnello Carmelo Cesareo, ad un commerciante di gioielli, titolare di un elegante show-room in città: 12 milioni di euro. In questo caso, poi, il ricco “malcapitato” non solo dovrà versare allo Stato quanto dovuto ma anche fornire esaurienti spiegazioni sulla provenienza di tutto quel denaro, una vera fortuna. Al secondo posto un legale; un noto avvocato civilista con studio in città: 7 milioni di euro. L’uomo ha argomentato a lungo, in sua difesa sulla liceità del trasferimento all’estero di tutto quel denaro ma alla fine ha dovuto cedere alle evidenze e ora, per non correre ulteriori disavventure, dovrà far fronte a multe molto pesanti.Non sono stati sufficienti le spiegazioni fornite da un commercialista per convincere gli uomini di Cesareo sulla sua buona fede: il professionista aveva portato, anche lui a San Marino, 500mila euro. Versati su un conto corrente direttamente con assegni circolari. L’uomo ha presentato una montagna di carte a giustificazione di quel malloppo ma tra i documenti mancavano quelli più importanti, cioè le ricevute di versamento al Fisco dei tributi dovuti e mai pagati.Fanalino di coda, un altro commerciante, titolare di alcuni punti espositivi di telefonia cellulare, solo (si fa per dire) 60mila euro. Sanzioni anche per lui. L’operazione dei finanzieri è tutt’altro che terminata, «si tratta solo della “prima puntata”». Altre e nuove verifiche sono in corso e la caccia ai “tesoretti” nascosti dai torinesi nei “paradisi fiscali” è tutt’altro che terminata.bardesono@cronacaqui.it

 

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