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Cronaca
L’ANALISI Lo rivela un rapporto Bankitalia. E negli ultimi mesi le segnalazioni sono aumentate

Dai money transfer il denaro per l’Isis. In Piemonte 7mila operazioni sospette

Assieme ai protocolli di sicurezza ormai innalzati a “livello 2”, il massimo pri­ma di un attacco, cresce anche l’attenzione per i fi­nanziamenti al terrorismo internazionale. Anche il Piemonte viene indicato come un centro nevralgico per il finanziamento del terrorismo islamico in Ita­lia. Lo strumento per se­guire il flusso di denaro verso le basi dei gruppi islamici è rappresentato dalle segnalazioni di isti­tuti di credito, professioni­sti e intermediari finanzia­ri. Cifre raccolte dall’Unità di informazione finanzia­ria (Uif) di Bankitalia.
  L’Uif inserisce i fenomeni di riciclaggio e di finanzia­mento del terrorismo e dei programmi di proliferazio­ne di armi di distruzione di massa in una categoria uni­ca (il finanziamento al ter­rorismo è uno 0,3% sul totale) e in Piemonte le segnalazioni sono state po­co più di 4mila nel 2014 e già quasi 3mila nei primi sei mesi del 2015. Le pro­vince piemontesi più espo­ste, dopo Torino (2.596 se­gnalazioni nel 2014 e 1.559 nei primi sei mesi del 2015), sono Novara e Alessandria.

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