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IL CASO Il bilancio sociale dell’Istituto di previdenza sociale

L’Inps non ha dubbi. «I futuri pensionati sempre più poveri»

I pensionati sono destina­ti ad essere sempre più pove­ri. Questa la consapevolezza che traspare dal bilancio so­ciale dell’Inps Piemonte per il 2014. Una situazione «de­stinata a perpetuarsi, conso­lidarsi e accentuarsi in futu­ro » commenta il presidente d e ll ‘ istituto previdenziale, Tito Boeri, che spiega come il passaggio al sistema con­tributivo segni una sorta di silenziosa condanna a qual­siasi certezza per chi andrà in pensione nel prossimo fu­turo.
  Il quadro è quello di una regione caratterizzata da una sostanziale stabilità demo­grafica che, dopo anni di re­gresso, è arrivata ad una si­tuazione in cui il prodotto interno lordo è a crescita ze­ro, a fronte di un trend decli­nante dell’occupazione di­pendente. Circa una dimi­nuzione dell’8% in sei anni, con le grandi imprese che riducono il personale e l’uti­lizzo degli impianti ma con una sostanziale stabilità del­le imprese tra i 20 ed i 50 addetti. I piemontesi pensio­nati sono circa il 30% dei residenti, per un totale di quasi 18 miliardi di euro all’anno, il 10% di tutto il Pil piemontese. Sono 35mila le persone che ricevono asse­gni o pensioni sociali per circa 600 milioni di euro all’anno (10 punti percen­tuali peggio della media na­zionale).

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