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REGIONE Al via la nuova rete oncologica del Piemonte

Meno ospedali aperti per operare i tumori. «Ma sarà più sicuro»

Pochi ospedali di riferimento in tutto il Piemon­te, all’interno dei quali concentrare le operazioni per i malati di cancro. Obiettivo: rendere più sicuri gli interventi migliorandone l’esito e ottenere eco­nomie. Con questo spirito e in vista del decisivo esame dei conti in programma giovedì a Roma, la Regione ha varato ieri la nuova rete oncologica. «Siamo i primi in Italia a farlo» sottolinea l’assesso­re alla Sanità Antonio Saitta. Nelle intenzioni, si tratta di un vero percorso che dovrebbe accompa­gnare i pazienti nelle cure e anche di un modo per rispondere alle sollecitazioni del ministero che nei giorni scorsi, con l’annuale “Piano esiti” Agenas, ha puntato il dito contro gli interventi non a norma, insicuri perché effettuati in reparti che non svilup­pano volumi minimi di attività. A rischio, ad esem­pio, sono considerate le strutture che fanno meno di 150 operazioni di tumore alla mammella, o meno di 50 di tumore al colon e al polmone o meno di 20 allo stomaco. Solo per queste quattro tipologie, sotto la lente ministeriale ci sono oltre 2.200 interventi.
  La soluzione è quindi accorpare le attività, fermo restando che «nessun reparto sarà chiuso» assicura Saitta insieme al direttore dell’assessorato Fulvio Moirano.

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