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Il Borghese

Telecamere come slot machine

Talvolta anche Palazzo Civico ha il senso degli affari. Già, perché le multe automatiche altro non sono che una vera miniera d’oro per le casse dissestate del Comune, un vero e proprio affare. L’investimento è minimo, il “rischio d’impresa” (qualche ricorso ogni tanto) quasi nullo e il risultato più che garantito. Soltanto nel 2009, grazie ai due autovelox fissi e alle telecamere a guardia della vecchia Ztl, sono state registrate quasi 200mila infrazioni. Facendo due conti, grazie agli occhi elettronici il Comune si garantisce entrate per 12-13 milioni di euro senza fare molta fatica. Un tesoretto che sarà rimpinguato dalle 37 telecamere che tra breve vigileranno (o meglio, multeranno) lungo i confini della nuova Ztl.Oggi i trasgressori sono all’incirca 7mila al giorno: e ogni giorno, con questo passo, Palazzo Civico potrebbe incassare 500mila euro. Molto meglio di una slot machine andata in tilt. E non dimentichiamoci che si sta lavorando per piazzare un’altra postazione fissa con autovelox in corso Unità d’Italia, sulla falsariga di quanto è già stato fatto in corso Moncalieri. Non fraintendiamoci: i divieti ci sono e vanno rispettati, ci mancherebbe altro, e i trasgressori vanno puniti. L’impressione, tuttavia, è che il sistema delle multe automatiche con telecamere e affini sia un po’ troppo “comodo”. E forse anche limitato. Qual è il risultato? Che dove ci sono gli occhi elettronici gli automobilisti sono ligi alle regole, mentre dove non ci sono vige l’anarchia. Non ci credete? Provate a trascorrere qualche ora in corso Moncalieri: nel tratto controllato dalle telecamere le auto ormai viaggiano intorno ai 40 chilometri orari, prima e dopo oltre i 90 all’ora. Allargando il discorso, sono troppi gli automobilisti che viaggiano con il cellulare attaccato all’orecchio, con le cinture non allacciate, magari tenendo anche un bambino in braccio sul sedile del passeggero. Poi c’è la libera interpretazione dei colori dei semafori, la doppia fila perenne, i ciclisti a spasso contromano e sui marciapiedi, gli abusivi della sosta che imperversano davanti agli ospedali, lavavetri a tutti gli incroci. Purtroppo per controllare e punire queste violazioni a codici e ordinanze varie è necessario stare in strada e “sporcarsi le mani”: vigilare, fermare, contestare, prendersi anche qualche insulto, verbalizzare. Magari pure sotto la pioggia. Uff, troppa fatica, vero? E allora meglio le comode telecamere.deferrari@cronacaqui.it

 

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