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CHIERI – Assoluzione confermata in Appello: la donna non poteva esercitare nessuna forma di controllo sull’impianto

Morta per le esalazioni della caldaia, assolta l’amministratrice

Assolta anche in appello. Nella notte fra il 16 e il 17 dicembre 2008, in un appartamento a Chieri (Torino), la trentunenne Laura Cojocaru morì per le esalazioni di una caldaietta. Questa mattina la Corte d’appello del capoluogo piemontese ha assolto l’amministratrice dello stabile, Silvana Marzullo, 56 anni, dall’accusa di omicidio colposo. Per i giudici, nella tragedia la donna non ha avuto alcuna responsabilità. Le indagini accertarono che le esalazioni furono provocate dall’otturazione di una condotta per lo scarico dei fumi. I difensori della Marzullo (gli avvocati Maria Grazia Cavallo, Antonio Rossomando, Giuseppina Sollazzo ed Ettore Gay) hanno affermato che l’amministratrice non poteva esercitare nessuna forma di controllo e hanno ottenuto ragione. Anche in primo grado, nel 2014, la donna era stata assolta. I legali, inoltre, hanno manifestato perplessità circa il fatto che non si sia indagato sulla posizione di altre figure. Laura Cojocaru lavorava in una società di ricerche di mercato e faceva parte del direttivo dell’associazione italo-romena Ovidio.

 

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