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Sport
PROMOZIONE Il presidente Pesce, una vita per la squadra

La favola del Lucento. «Quel 3-2 alla Juve… Bello ma maledetto»

Una di quelle favole che vale la pena di raccontare: questo è il Lucento, compagine torinese fondata nel 1974, che attualmente milita in Promozione. L’emisfero rossoblù, questi i colori della società sita di corso Lombardia 107, ama definirsi «un piccolo miracolo di quartiere», nato per mano di un gruppo di amici che frequentavano spesso e volentieri il bar “Mario” di via Forlì. A prenderne le redini il lontano Franco Riconda, primo storico presidente, al quale è dedicato il nome dell’impianto, precedentemente intitola­to ai “Caduti di Superga”. Dieci anni in Eccellenza a lottare contro tante realtà importanti a livello dilettantistico come Asti, Saluzzo e Santhià senza dimenticare ovviamente quel 25 luglio 2014, giorno in cui i rossoblù sconfissero clamo­rosamente a Vinovo i campioni d’Italia della Juventus. Dopo la scomparsa di Riconda, avvenuta nel ’98, il testimone è stato raccolto dalla moglie, la signora Giovine Marina, ma a solo livello nominale, perché alla testa della società figura Carlo Pesce, un presidente che ha il Lucento nel sangue.

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