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Torino: vuole uccidere la sua donna, barista lo ferma a coltellate

Un barista torinese in carcere, un albanese all’ospedale e un bar semidistrutto. È questo il bilancio di quanto accaduto martedì sera in via Bibiana, zona corso Grosseto. Sono le 23, nel dehor del “Bar 9” un immigrato albanese discute animatamente con la sua compagna. Volano parole grosse, poi l’uomo – visibilmente ubriaco – passa alle via di fatto e la riempie di botte: pugni e schiaffi accompagnati da insulti.La donna cerca di sfuggirgli scappando dentro al locale, lui la insegue e perde letteralmente la testa: prende delle bottiglie di vino e inizia a lanciarle per tutto il bar, fracassando una vetrina, una teca delle brioche e un tavolino in marmo, dietro al quale la convivente si era riparata. Tutto sotto lo sguardo terrorizzato dei titolari e di alcuni avventori.Poi l’energumeno sembra calmarsi: esce in strada e si allontana dal bar. Ma dopo pochi minuti, rieccolo alla carica: si piazza davanti al locale, vuole entrare ma la porta è chiusa a chiave. Non è un problema: la prende a calci e la sfonda. Il barista, Raffaele S., gli si para davanti, tenta di fermarlo, non ci riesce e allora si rifugia dietro al bancone insieme alla cameriera, a questo punto l’albanese afferra una bottiglia di spumante e gliela lancia contro ferendolo al braccio. Da questo momento in poi la ricostruzione dei fatti diventa più complicata: il barman afferra un coltello da cucina, c’è una colluttazione e l’albanese si prende un fendente alla schiena. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maria Vittoria con prognosi riservata, avendo riportato dei danni alla spina dorsale e a un rene. L’aggressore, invece, è alle Vallette, arrestato dalla polizia con l’accusa di lesioni aggravate. «Raffaele voleva difendersi – dice l’altro titolare del bar, cugino dell’arrestato – quell’uomo ci ha distrutto il locale, sembrava una belva scatenata, erano tutti terrorizzati. Mio cugino tra l’altro dopo aver ferito l’albanese lo ha subito soccorso, a testimonianza del fatto che ha agito d’impulso e non voleva fargli veramente del male».Resta il fatto che l’immigrato è stato colpito alla schiena, una lesione difficile da riportare durante una colluttazione frontale, tutti particolari che verranno probabilmente chiariti nel prossimo interrogatorio del barista di fronte al pubblico ministero. Tutti i suoi parenti lo difendono a spada tratta, sostenendo che se non avesse affrontato l’albanese sarebbe stata in pericolo la vita di molte altre persone, avventori compresi.Thomas Ponte

 

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