img
News

Omicidio Ceste, Michele rischia 30 anni di carcere. In mattinata il suo “appello” per dichiararsi innocente

dall’inviato ad Asti Andrea Monticone
Saranno di Michele Buoninconti le ultime parole che il giudice Amerio ascolterà questa mattina, prima di ritirarsi in camera di consiglio e deliberare sull’omicidio di Elena Ceste. Il marito rilascerà una breve dichiarazione spontanea, dopo le repliche di pm e difesa, come ha confermato il suo avvocato Marazzita. Sarà una sorta di appello, per ribadire la propria innocenza.
Oggi, nella giornata che dovrà stabilire se sia stato lui a uccidere la moglie Elena Ceste e abbandonarne il corpo in un canale di scolo a poche decine di metri di casa, Michele appare sereno. E’ arrivato in tribunale di buon’ora, su un furgone della penitenziaria che l’ha nascosto agli occhi di cronisti e fotografi. “E’ giusto che il giudice possa ascoltare le sue parole” hanno detto i legali. Ribadendo che il vigile del fuoco “è una persona vedova che ha subìto una grave perdita e si trova accusato. Lui parla molto della moglie, ma soprattutto dei figli. Gli mancano. E ciò che gli duole è non avere la possibilità di alcun contatto con loro”.
Poco prima delle 9.30, qui in tribunale ad Asti sono arrivati anche i familiari di Elena Ceste: il padre con l’espressione impassibile e la madre sorretta, fragile nel suo giaccone, con lo sguardo quasi puntato a terra, per non guardare gli obiettivi. Oggi è il giorno in cui si deciderà se Elena è stata uccisa. Per il pm Laura Deodato è stata vittima di una “violenza inaudita” e ha chiesto 30 anni di reclusione per il vigile del fuoco, ossia l’equivalente dell’ergastolo in abbreviato. Per la difesa non vi sono prove che sia stato commesso un omicidio e gli indizi sono “imprecisi”. Attorno all’ora di pranzo è previsto che il giudice si ritiri in camera di consiglio. Poi, l’attesa per la sentenza, che potrebbe arrivare nel tardo pomeriggio.
 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo