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Cronaca
IL RAPPORTO Presentato in Piemonte il dossier dell’Unar

Calano gli immigrati. Le imprese crescono ma 1 su 4 non lavora

Il dato è in calo, seppur di poche centinaia. Tra il 2013 e il 2014 gli immigrati in Piemonte sono passati da 425.523 a 425.448, confermando così il riassetto statistico cominciato lo scorso anno per effetto delle «re­visioni censuarie» che lo scorso anno aveva portato lo stesso dato oltre la quota di 464mila unità, lasciando, però, «insoddisfatti» sia «coloro che in questi anni di crisi avrebbero voluto vedere gli immigrati rientrare nei loro paesi di origine o emigrare nuovamen­te verso altri paesi», sia «quanti si preoccupano della forte capacità di attrazione che la regione conti­nua ad avere per gli stessi». Lo spiega l’ultimo Dossier statistico sul l’immigrazione redatto dall’Ufficio nazionale antidiscri­minazioni razziali della Presi­denza del Consiglio e curato dal Centro studi Idos.

Il rapporto tra occupati e inoccu­pati, al netto dei minori (96.213) e degli ultrasessantacinquenni (13.313), resta di uno a quattro: senza lavoro sarebbero così 101.754 stranieri. Lo dicono i nu­meri ma lo conferma l’Unar. «Per quanto nel 2014 l’occupazione sia tornata a crescere nell’indu­stria in senso stretto e nel com­mercio, il tasso di disoccupazio­ne è ulteriormente salito all’11,3%» spiega il Dossier. Gli occupati, infatti, sono 214.168 a fronte di 12.665 nuovi assunti.

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