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Cronaca
IL CASO Folletto svela nuovi particolari dell’omicidio di Migia

Il killer della tabaccaia confessa alla moglie: «Il bottino è ancora lì»

Parla del gioco, «che mi ha rovinato», dell’ul­tima “sconfitta” contro le slot, «900 euro in una botta». Poi ricorda quella mattina maledetta, spiega la scelta della tabaccheria da rapinare, «perché era di una donna, ed era sola», dice di aver colpito la prima volta Maria Luisa Fassi «perché ha gridato». Poi ammette di aver preso «anche i Gratta e Vinci», di averne grattati alcuni e di aver riscosso «duecento euro» in altre tabacche­rie. Ma altri tagliandi della fortuna, «quando mi avete arrestato, erano ancora lì, a casa mia. L’ho detto a mia moglie durante un incontro in carce­re, e lei li ha buttati via». È un Pasqualino Folletto diverso quello che risponde per due ore alle do­mande del pm Luciano Tarditi. Un uomo che finalmente ammette le proprie debolezze e non cerca più scuse, che non tira più in ballo i mali della figlia e spiega che la vera malattia, quella che l’ha portato sull’orlo del baratro finanziario e trasformato in assassino, è la sua: l’azzardo, la Dea Bendata che troppe volte gli ha voltato le spalle.

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