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ANALISI Il tecnico, con i nuovi innesti, ha plasmato una squadra che vince e diverte

Da Ventura al “fortino” Olimpico. Ecco tutti i segreti del SuperToro

Sei giornate di campionato, se da un lato sono davvero poche, dall’altro sono suffi­cienti per cominciare a tracciare i primi bilanci. E, per quanto riguarda il Toro, sono più che positivi. Terzo posto in classifica, 13 punti conquistati su 18 disponibili, tre vittorie su tre all’Olimpico: nu­meri da grande squadra, numeri che obbligano a puntare all’Eu­ropa. Le statistiche sono impor­tanti, così come lo sono le pre­stazioni. Tranne nella sfida con­tro il Chievo, il Toro ha sempre saputo divertire e divertirsi.
  Tante rimonte, tantissimi gol se­gnati e anche un po’ di fortuna, come nella gara contro il Paler­mo. Il tutto, con l’infermeria af­follatissima: Bruno Peres e Ba­selli, gli ultimi della lista, vanno ad aggiungersi ai vari Maksimo­vic, Avelar e Farnerud. Tranne lo svedese, sono tutti titolari, se­gno che anche le cosiddette se­conde linee granata possono ritagliarsi uno spazio importante. I segreti di questo Toro 2015/2016 sono tanti.
 
 Il tecnico è alla quinta stagione sotto la Mole, un vero record nel decennale del presidente Cairo. E anche dell’intera serie A: soltanto Mandorlini siede sulla stessa panchina da più anni rispetto a Ventura. Proprio l’allenatore è il valore aggiunto della squadra e ha centrato imprese memo­rabili.

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