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IVREA Prosegue il processo per la morte di 13 dipendenti causata dall’amianto

Olivetti, la difesa dei “big”: «Noi non sapevamo nulla»

Procede a ritmi serrati la fase preliminare del maxi processo per le morti da amianto in Olivet­ti al tribunale di Ivrea. Ieri all’udienza davanti al gup Cecilia Marino per il filone principale, quello che coin­volge 28 persone, è stata la volta degli avvocati difen­sori. A parlare sono stati i legali di Paolo Smirne, Ro­berto Frattini, Franco Debe­nedetti, Achille De Tom­maso, Pierangelo Tarizzo, Filippo Barbera Demonte e Renzo Alzati, i cui avvocati hanno chiesto il non luogo a procedere. Caso a parte è quello, invece, di Umberto Gribaudo, classe 1929 (avv. D’Alessandro) per il quale il perito ha stabilito la non capacità distare in giudizio per cui la sua posizione è stata stralciata.
  Il procedimento riguarda le 13 morti accertate di altret­tanti dipendenti della Oli­vetti per patologie derivan­ti dall’esposizione alle fi­bre di amianto negli stabili­menti nel colosso informa­tico
 canavesano.

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