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Inferno bianconero

Allegri deve vincere. E intanto i “gufi” evocano già Lippi

Non resta che la musichetta di Champions per trasformare gli agnelli in leoni. La Juventus è nel caos, perlomeno in campionato, calmo per quanto trapela all’esterno, ma forse ben più marcato dentro le mura di Vinovo. Cinque punti in sei partite, la zona Champions a otto lunghezze, e 50 milioni di euro di motivi, quelli di un’eventuale non qualifi­cazione alla coppa dalle grandi orecchie, per essere preoccupati. I bianconeri si allenano a testa bassa, dopo il mesto rientro da Napoli, terza sconfitta in sei partite di serie A, con 14 squadre che la separano dalla vetta. Fin qui il punto più alto della stagione juventina è rappresentato proprio dal capitolo che era considerato il più complicato, ovvero il cammino di Champions League, che torna domani, esordio allo Stadium contro il Siviglia, dopo la vittoria di Manchester all’esordio, contro il City. E se quella era sembrata la gara della svolta, non resta che attendere un replay, una reazione convincente, e magari la prima vittoria nello stadio ” amico”, dove la Vecchia Signora non ottiene un successo da oltre quattro mesi.
Massimiliano Allegri è un uomo solo al comando. Un sorriso sornione accompagna ormai le sue conferenze, come se il tecnico livornese avesse l’asso nella manica ancora da tirare fuori, per ricacciare al mittente tutte le critiche di questo mese, e la “maledizione” del secondo anno.  

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