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Cronaca
L’ANALISI Gli effetti della “rivoluzione fiscale” di Renzi

Con il taglio della Tasi buco da 116 milioni. 402 euro per famiglia

È un gioco delle parti milio­nario quello iniziato dopo l’an­nuncio, da parte del premier Matteo Renzi, di lanciare una “rivoluzione fiscale” che, già per il prossimo anno, prevede­rà l’abolizione della Tasi, la tassa comunale sui servizi in­divisibili che ha preso il posto dell’Imu sulle prime case. Un annuncio a lungo invocato, se si è proprietari di un unico immobile. Una promessa elet­torale di sicuro successo, se si è inquilini di Palazzo Chigi. Un incubo fiscale, infine, se di la­voro si fa il sindaco di una città come Torino. Ad oggi, l’impo­sta vale circa il 15% di tutte le entrate tributarie dell’ammini­strazione, con una previsione di introito nell’assestamento del 2014 di 116 milioni di eu­ro. È evidente, quindi, che la sua abolizione aprirebbe un equivalente buco nel bilancio del Comune.
  Piero Fassino, che oltre ad es­sere sindaco di Torino è anche presidente dell’Anci, ha già messo le mani avanti.

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