img
Spettacolo
RITA PAVONE

«Spero che Torino si ricordi di me»

Quando l’Italia scoprì que­sta ragazzina dai capelli rossi tutta grinta ed ener­gia, Rita Pavone aveva solo 17 anni e una voglia infinita di cantare. Forse ancora più determinato era il papà, Giovanni, operaio a Mira­fiori, che continuava a iscriverla ai concorsi anche quando lei si era ormai rassegnata a lasciar perdere. La vittoria alla Festa degli Scono­sciuti di Ariccia del 1962, organiz­zata dal futuro marito Teddy Reno, segnerà l’inizio della consacrazio­ne. In occasione dei suoi set­tant’anni, la Pavone ha voluto fare un regalo a se stessa e ai suoi fan: la sua biografia “Tutti pazzi per Rita” (Rizzoli), una vera bibbia su que­sta icona pop. Dentro c’è tutto: dall’infanzia povera in Borgo San Paolo alle luci scintillanti del suc­cesso. Successo che però non l’ha allontanata, almeno col cuore, dalla sua Torino, a volte, poco ri­conoscente con lei: «Penso che se fossi nata in Inghilterra, per l’im­patto che ho avuto, oggi sarei La­dy. Spero che prima o poi Torino si ricordi di me come concittadina illustre. Il sindaco Fassino mi ha chiamata lo scorso agosto per far­mi gli auguri per i miei 70 anni. In futuro chissà…». 
  Anche perché tutto è iniziato a Torino.
 
 «Con la mia famiglia abitavamo in un minuscolo appartamento in via Malta: saranno stati sì e no cin­quanta metri quadrati e noi erava­mo in cinque. Andavo a scuola al Santorre di Santarosa, un palazzo­ne
 scuro e imponente che trasmet­teva una certa inquietudine».

LEGGI LA NOTIZIA COMPLETA E GUARDA LE FOTO SU CRONACAQUI OGGI IN EDICOLA 

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo