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Cronaca
L’INCHIESTA Si ipotizza il reato di omissione in atti d’ufficio

Negò un documento al consigliere No Tav. Virano sotto indagine

Dall’ottobre 2014, Mario Vi­rano è indagato a Torino per omissione in atti d’ufficio. A un anno e mezzo di distanza da quella iscrizione, è stata for­malmente presentata alla pro­cura generale del capoluogo piemontese una richiesta di avocazione del fascicolo. A far­lo è stato il legale di un simpa­tizzante No Tav, che lamenta l’inerzia nelle indagini.
  La richiesta è stata avanzata dall’avvocato Stefano Bertone per conto del consigliere comu­nale di Condove Alberto Veg­gio. Quando l’attuale direttore di Telt era responsabile dell’Osservatorio sulla Torino­Lione, Veggio chiese di poter consultare un carteggio fra l’Osservatorio e i sindaci della Valle di Susa, sottolineando co­me esistesse una sentenza del Tar del Lazio che gli consentiva di prendere visione di quei do­cumenti. Documenti che ven­nero tuttavia messi a disposi­zione con un ritardo che lo stesso Veggio ritenne esagerato. Motivo per cui il consigliere comunale decise di presentare un esposto alla procura di Ro­ma, contestando al commissa­rio di governo di non avere
 aggiornato i dati sui traffici fer­roviari attraverso l’arco alpino: numeri «decisivi – era scritto nella denuncia presentata alla magistratura romana – per valu­tare quando l’attuale ferrovia Torino-Lione arriverà alla satu­razione. E proprio la saturazio­ne è l’elemento chiave dell’ac ­cordo sulla nuova opera firma­to da Italia e Francia nel 2001».

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