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Cronaca

Gli attivisti italiani accusano Isreaele: “Rapiti e picchiati”. Le vittime sono otto turchi e uno statunitense

“Rapiti e picchiati”. E’ drammatica la testimonianza dei sei attivisti italiani fermati sulla nave per Gaza che, dopo aver lasciato Israele, oggi pomeriggio rientreranno in Italia. «L’assalto dei soldati israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una scena di “Apocalypse now”», ha raccontato all’Ansa Manuel Zani, che si trovava sulla nave insieme con Angela Lano, Giuseppe Fallisi, Ismail Abdel Rahim Qaraqe Awin e Marcello Faracci.«Siamo stati picchiati dalla polizia, prima sulla nave dai militari e poi ancora poco fa all’aeroporto di Tel Aviv», racconta il tenore 50enne Giuseppe Fallisi. «Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati mandavano i medici a visitarci».Per nove persone, otto turchi e uno statunitense di origini turche, invece, non c’è stato niente da fare. Sono morti – riferiscono i medici legali citati da un’agenzia turca – “colpiti da armi da fuoco”.«Siamo stati rapiti – si sfoga, Angela Lano, giornalista torinese di 47 anni -, sia sulla nave che in prigione, dove non avevamo nessun tipo di diritto: non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati. Sono anni che mi occupo di Palestina. A bordo non c’erano terroristi. Solo persone normali, disarmate, armate solo del loro corpo». Il sesto italiano fermato nel blitz israeliano, Manolo Luppichini, fermato perchè sprovvisto di passaporto, dovrebbe partire da Tel Aviv in mattinata, direttamente per l’Italia.

 

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