Borriello contro Saviano: «Ha lucrato sulla mia città»

L’esclusione dal Mondiale in Suda­frica non è il peggiore dei mali. Mar­co Borriello, purtroppo, ha vissuto di peggio. Nato in un quartiere mal­famato di Napoli, a 11 anni ha perso il padre, ucciso dalla camorra. An­che nella vita privata non ha passato momenti sereni soprattutto con Be­len. A GQ, oggi in edicola, Borriello ha voluto parlare di questo e altro, da Roberto Saviano a Balotelli e agli omosessuali nel calcio. «Per me Saviano è uno che ha lucrato sulla mia città. Ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto. Io ho fatto molti sacrifici ma ho sempre avuto una famiglia che mi ha soste­nuto e non mi ha mai fatto mancare niente. Crescere senza una figura maschile è stato dura. Per fortuna, abbiamo avuto una mamma che ci ha fatto anche da papà». L’attaccante del Milan si sofferma poi su un argomento che nel calcio resta ancora un tabù: «Di omoses­suali nel calcio non ne ho mai cono­sciuti. Su alcuni ho avuto dei so­spetti, ma i nomi non li faccio. Non omosessuali puri, forse. Magari bi­sessuali».Infine Borriello esprime parole di af­fetto per Balotelli. «Capisco i tifosi, ma capisco anche lui. Contro il Bar­cellona ha fatto un brutto gesto, pe­rò è difficile stare sereni a 18 anni quando tutti i giornali parlano di te e hai lo spogliatoio contro. Al Milan lo accoglieremmo a braccia aperte. Troverebbe compagni disposti ad aiutarlo, mica gente che lo prende a calci nel sedere».Gaia Brunelli

 

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