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Cronaca
IL CASO Il dramma degli orfani passati da corso Lanza

Bimbi abbandonati. I nomi delle madri spariti dagli archivi

Bimbi abbandonati, nati dalla vergogna di amori consumati prematuramente, figli e figlie di donne arrivate dal sud per partorire o troppo povere per poterli mantenere. Sono storie di vita di un’Italia che non c’è più e che nessuno rimpiange quelle passate negli stanzoni di corso Giovanni Lanza 75. Lì c’era l’orfanotrofio più grande di Torino, fino a trecento culle allineate una all’altra. Una fer­mata intermedia per i piccoli senza genitori nati al Sant’Anna che qui aspettavano una nuova famiglia. Quei bambini, adesso, sono diventati adulti, con una vita normale, resa possibile gra­zie ai papà e alle mamme che li hanno adottati e cresciuti. E in molti di loro viene fuori, prepo­tente, il desiderio di ricostruire il pezzo mancante della propria storia, di risalire alle radici, alla mamma naturale. Quasi sempre, però, non ce la fanno. E devono accontentarsi delle informazioni scritte sulla cartella clinica, di sapere quanto pesavano alla nascita, di vedere l’impronta del proprio piedino.

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