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Torino: un cittadino fotografa i venditori di morte

Nelle strade di Barriera di Milano la luce del sole non rappresenta più un tabù per i pusher. Così vendere la droga all’ora di pranzo sotto lo sguardo inorridito di qualche passante, magari armato di macchina fotografica, può diventare un’usuale scena di spaccio. Un traffico che ormai non ha più orari ma che in compenso ha mille espedienti. In macchina, in scooter ma anche in bici quando le temperature sono meno rigide. I venditori di morte non si appostano più agli angoli delle strade, o almeno non solo. Con le due e le quattro ruote possono muoversi più velocemente e ingannare ancora una volta le volanti della polizia. Chi vuole cocaina a buon mercato e conosce la zona non deve fare neanche troppa strada. Basta appostarsi in una delle numerose vie della Barriera, fare una telefonata al numero giusto, richiedere l’appuntamento e attendere cinque o dieci minuti per veder spuntare il pusher con tutto l’occorrente.Arriva in bici, borsa a tracolla e sguardo perso nel vuoto. «Sembra uno studente a passeggio – commenta sorpreso uno dei residenti che ha filmato tutto -. È sempre lo stesso, giovane, ben vestito e fa tutto molto in fretta». Il pusher bada di non esser seguito da alcuna volante, imbocca la via giusta, si guarda intorno per cercare l’auto indicata nella telefonata. La droga la nasconde in bocca in modo che lo scambio avvenga in maniera molto rapida. Ovuli di cocaina in cambio di qualche banconota e poi ognuno per la sua strada senza nemmeno voltarsi. I clienti imboccano il primo corso che trovano mentre il pusher con la sua bici si dirige in cerca del suo prossimo bersaglio.Una realtà ben conosciuta da coloro che abitano tra via Cigna e piazza Bottesini. Cittadini diventati abili detective per scovare il marcio del quartiere, per mostrare a polizia e istituzioni cosa non funziona. Basta una piccola macchina fotografica e un po’ di pazienza per ottenere qualche risultato. «In questo quartiere si spaccia ad ogni ora del giorno e della notte – spiegano alcuni dei residenti, detective per l’occasione -. Siamo stufi di assistere ogni giorno a quotidiane scene di spaccio. Vogliamo più controlli e soprattutto esigiamo pene più severe per coloro che vendono la droga sotto le nostre case».Philippe Versienti

 

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