img_big
News
Inchiesta San Michele a Torino: la sentenza della Cassazione annulla ordine di custodia

‘Ndrangheta in Piemonte, i pentiti non bastano: scarcerato l’amico del boss

Le dichiarazioni di due pentiti e l’amicizia con il boss non bastano: per questo motivo la Cassazione ha annullato l’ordine di custodia cautelare per Alberto C., una delle 31 persone coinvolte nell’inchiesta “San Michele” della procura di Torino sulla presenza della ‘ndrangheta in Piemonte e sui tentativi di infiltrarsi negli appalti pubblici, compresi quelli per il cantiere della ferrovia Tav in Valle di Susa. Alberto C., secondo gli inquirenti, fa parte del “locale” di San Mauro Marchesato (Crotone), diretto da Angelo Greco, che aveva delle propaggini nel Torinese. La Corte, nelle motivazioni, si è pronunciata su un’ordinanza del tribunale del riesame di Torino e ha affermato che i due pentiti hanno reso indicazioni “generiche” e non hanno descritto “con puntualità le mansioni” all’interno della cosca. Inoltre, il fatto che C. nel 2012 accompagnò Greco al matrimonio della nipote (alla cerimonia presero parte “numerosi esponenti della cosca”) o che abbia fatto diversi viaggi con lui dalla Calabria a Torino non giustificano, sempre secondo la Corte, l’accusa di far parte dell’associazione. L’udienza preliminare dell’inchiesta San Michele è in corso a Torino da maggio.

 

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo