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Toro ai playoff. Colantuono: «Difficilmente falliamo»

«Il bello viene adesso: non ci fermiamo». Così Colantuono carica la squadra verso la prima di due sfide playoff col Sassuolo: «Vogliamo regalare alla gente la gioia del ritorno in serie A. Ce la metteremo tutta», assicura il tecnico granata ostentando a fatica ottimismo anche dopo la notizia del ko di Pià («Ogni giorno ne perdiamo un pezzo», ha commentato sconsolato).Colantuono, perché bisogna avere fiducia in questa squadra?«Non dovrei dirlo, ma ci siamo trovati molto spesso in situazioni come questa, con l’obbligo di dover vincere. E difficilmente abbiamo fallito: siamo abituati alle difficoltà e abbiamo sempre trovato la forza di reagire dopo le cadute».Da Sassuolo dicono di essere contenti di trovare subito il Toro: sembrano avere il dente avvelenato.«Ma è un problema loro, non nostro, lasciamoli pure parlare. Se sono felici di incontrare subito noi allora significa che avranno più chance di noi per passare il turno».Quali ostacoli propone questa sfida?«Ho rivisto anche stamattina (ieri, ndr) il filmato della partita di ritorno. Non c’è stato un tiro al piccione come dicono loro: in 11 contro 11 siamo andati in vantaggio e in dieci abbiamo anche segnato un gol. Il loro punto di forza comunque è l’attacco oltre al centrocampo: costruiscono molto, fanno molto volume di gioco e sono un avversario difficile».Lunedì qualcuno da Sassuolo ha insinuato che il Toro condizioni gli arbitri.«Ma l’hanno visto il girone di ritorno? Abbiamo giocato quasi la metà delle partite in inferiorità numerica. Se c’è stata sudditanza psicologica di sicuro ha avuto un effetto contrario sui direttori di gara che, seppure lievemente, ci hanno danneggiato».Stop alle polemiche. Parliamo dei tifosi.«L’impatto col nostro pubblico sarà senza dubbio importante. Abbiamo la fortuna di avere un grande seguito di tifosi e possono darci una grande mano».Lei ha sottolineato con forza l’importanza del girone di ritorno concluso dal Toro a 41 punti. Non c’è il rischio appagamento?«Non sono pazzo, non mi sento appagato. Ho voluto sottolineare la straordinaria metà di stagione completata dai ragazzi per ringraziarli e perché questo era l’obiettivo che ci eravamo prefissati quando abbiamo fatto tutti insieme un patto comune».Ha sentito il presidente Cairo?«No, ma ci sta sempre molto vicino e anche questa sera (ieri, ndr) sarà con noi in ritiro: non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno».Colantuono li ha già disputati da allenatore, ma come si vincono questi playoff?«Con la testa, con la freschezza mentale e con i nervi saldi. Partiamo in svantaggio, ma quest’anno è sempre stato così e non dobbiamo credere che si decida tutto all’andata: pensiamo solo a pedalare».L’esperienza insegna.«Si gioca su 180 minuti e nemmeno in caso di risultati clamorosi il passaggio del turno è scontato».Andrea Scappazzoni

 

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