img_big
Economia
Imprese e occupazione in calo. In un anno chiuse 3.633 aziende, bruciati 8.684 posti di lavoro

Artigianato Piemontese: è allarme rosso

Dal dicembre 2013 al dicembre 2014 mancano all’appello 3.633 imprese artigiane (- 2,8%) e nello stesso periodo sono stati bruciati 8.684 posti di lavoro. Lo stock dei prestiti all’artigianato in Piemonte è diminuito ulteriormente del 2,5%, passando da 4 miliardi e 169 milioni a 4 miliardi e 39 milioni. Sono alcuni dei dati diffusi da Confartigianato.Le domande di cassa integrazione in deroga da gennaio a giugno 2015 sono state 5.168 di cui 3.456 presentate da imprese artigiane. “I segni d’inversione di tendenza, evidenziati dalla nostra indagine congiunturale diffusa ai primi di luglio – ha commentato il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Maurizio Besana – fanno sperare che l’artigianato piemontese abbia iniziato il lungo e faticoso cammino di recupero delle posizioni perse. Purtroppo, se il tasso di sviluppo si manterrà intorno allo zero virgola ci vorranno almeno vent’anni per ritornare alla situazione precedente”. “Ecco allora l’assoluta necessità d’interventi da parte del Governo – ha rimarcato Besana – che incidano sensibilmente sul livello della tassazione e sulle condizioni di competitività, prima fra tutte la burocrazia soffocante, una zavorra che pesa ed impedisce lo sviluppo delle imprese italiane”. Le imprese artigiane del Piemonte nel secondo semestre di quest’anno, sono stimate in diminuzione di 195 unità produttive, attestandosi su 126.047. La contrazione più significativa riguarda la provincia di Torino con 63.823 imprese e un calo di 20 unità. Seguono le province di Alessandria -12, di Asti -10, di Biella -9, di Cuneo -6, di Novara -18, nel Vco -7 e di Vercelli -13. Gli occupati sono passati da 313.533 nel 2007 a 272.783 nel 2014. Il trend continua nella discesa anche se – rileva l’analisi di Confartigianato – la ripresa del tasso di crescita delle imprese artigiane consente di sperare in un’inversione di tendenza già entro l’anno. Nel confronto tra il Piemonte e il resto d’Italia si evince che il Piemonte si colloca al 4/o posto assoluto fra le regioni italiane nella graduatoria della crescita percentuale delle imprese artigiane, dopo Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Lombardia e Calabria. E’ un dato da cui non si deve trarre un ottimismo eccessivo – sostengono gli osservatori – e che va posto in relazione alle cancellazioni, tuttora prevalenti sulle nuove iscrizioni, “tuttavia è incoraggiante rilevare che il vasto processo di riorganizzazione del tessuto delle mpi indotto dalla crisi è alimentato anche dalla nascita di nuove imprese che si affacciano al mercato”.

 

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo