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Picchiano bimbo di 9 anni durante la rapina, ma i rapinatori restano in libertà

Picchiano un bambino di nove anni che era accorso in difesa della mamma. La donna era in balia di tre rapinatori che pretendevano che consegnasse l’incasso del kebab che gestisce con il marito.
I tre, particolarmente violenti e decisi, avevano immobilizzato la donna, la strattonavano e la colpivano brutalmente.
Tutto ciò sotto gli occhi del figlio di 9 anni e della sorellina di sei. Incurante del pericolo il bambino ha fatto scudo con il suo corpo alla mamma. Ma i tre banditi lo hanno agguantato e picchiato. «Appena sono entrati  –  ha raccontato la mamma ai poliziotti  –  hanno cercato subito di impadronirsi dell’incasso. Poi uno di loro mi ha dato un pugno in faccia e mi ha afferrata per il collo. Mio figlio ha cercato di difendermi: hanno picchiato anche lui. È stato preso a schiaffi, poi scaraventato a terra. Una scena terribile a cui ha assistito anche la mia figlia più piccola. Era terrorizzata: urlava e piangeva».
Un tentativo di rapina non consumata perché le urla che provenivano dal locale hanno raggiunto la strada e sono state udite da alcuni passanti e dal marito della donna che si trovava poco distante dall’esercizio commerciale. I soccorritori hanno raggiunto il kebab e messo in fuga i tre malviventi.
Il bimbo e la donna sono stati medicati, ma poco dopo i tre banditi si sono ripresentati: uno di loro impugnava il collo di una bottiglia rotta e ha minacciato il padre del bambino. Un’aggressione che non si è conclusa per l’arrivo della polizia, preceduta dalla nuova fuga de malviventi. Immediate le indagini degli agenti del commissariato Borgo Po che in poco tempo sono riusciti ad individuare e a fermare due dei tre protagonisti del pestaggio.
Si tratta di due egiziani di 19 e 20 anni, Amir A. e Awad E. Nonostante l’aggressione brutale ai danni di una donna e di un bambino, i due non sono finiti in carcere e, sebbene il gip abbia confermato il provvedimento di fermo, ha disposto un’ordinanza che prevede il solo obbligo di firma. I due, senza fissa dimora, restano, nonostante tutto in stato di libertà.
bardesono@cronacaqui.it

 

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