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Gli rapiscono i cuccioli: “Ho pagato il riscatto agli zingari”

Aveva lasciato cinque cagnolini di razza purissima nell’auto, lasciata aperta, per sbrigare la commissione di un minuto, e tanto è bastato perché alcuni zingari gli rubassero tre dei suoi cani dalla macchina. È successo a Torino nell’aprile scorso, Paolo – questo il nome di fantasia del proprietario di un piccolo negozio di animali nel torinese che vuole mantenere il più stretto anonimato – ha cominciato a cercare i suoi cani: prima nel grande bazar di Porta Palazzo recuperandone due per una piccola cifra, poi addirittura nel campo nomadi di Borgaro, dove ha trattato un riscatto da mille euro per l’ultimo dei “sequestrati”.
È dalle parti del Balon che Paolo ha trovato due dei suoi cuccioli, riscattati per qualche centinaio di euro dalle mani di alcuni venditori ambulanti: «Se vuoi l’altro cane devi andare al campo nomadi di Borgaro, noi li abbiamo presi da loro. Ti toccherà pagare».
Così per recuperare l’ultimo desaparecido della nidiata, Paolo è arrivato a intavolare una trattativa con gli “addetti vendita” del campo: lo poteva riavere al modico prezzo di mille euro in contanti unito al ritiro della denuncia sporta presso le forze dell’ordine.
Lasciare dei cani in auto, anche per un breve istante può essere davvero un rischio: nella primavera scorsa un’altra commerciante di animali si era vista sparire due pincher dall’auto, il furto è avvenuto a San Salvario. La donna, che aveva tappezzato il quartiere di volantini con le immagini dei cagnolini e dato vita a un passaparola incessante, alla fine, dopo una misteriosa telefonata, li ha trovati su un marciapiede di fronte a un bar.  
È la riprova che i furti di cani sono sempre più all’ordine del giorno a Torino, una delle città più colpite in Italia insieme a Milano, Roma, Napoli e Bari: presi preferibilmente dalle automobili o nei parchi cittadini, questa razzia di amici a quattro zampe è un business particolarmente munifico per le organizzazioni criminali che ne alimentano il torbido traffico in tutta Europa. Stando ai dati dell’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente, le razze più colpite sono quelle del bracco italiano e del setter inglese, insieme a yorkshire, pincher e maltesi, i cani di grossa taglia come i dogo argentini e i pitbull  molto spesso vengono dirottati nelle orride arene dei combattimenti clandestini. Ma non solo, molti esemplari dal pedigree rinomato vengono addirittura strappati ai loro padroni su commissione, ne sono un esempio i boxer, molto richiesti sul mercato nero.
I ladri portano via non solo cani di razza, più commerciabili, ma anche bastardini, animali d’affezione per recuperare i quali i padroni farebbero qualsiasi cosa: pure pagare il riscatto a uomini senza scrupolo alcuno.
Thomas Ponte

 

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