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Orrore a Ivrea.Trovato morto in casa: ucciso da una pistola da macellaio

Un rumore cupo, sinistro, quello della pistola che viene utilizzata per macellare i bovini. Segue un fremito dell’animale che crolla e muore sul colpo. Quella stessa arma ha ucciso un uomo. Ionel Agraviloei, 43 anni, il romeno trovato cadavere presso la sua abitazione a Ivrea aveva nel cranio un piccolo cilindro di acciaio espulso da una di quelle pistole. Un’arma che i poliziotti hanno trovato a casa sua, poco distante dal corpo senza vita della vittima.
Una verità cruda, quella che è emersa ieri dall’autopsia effettuata sul corpo del romeno dal medico legale Roberto Testi. A questo punto il magistrato titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Chiara Molinari, escluderebbe il decesso per cause naturali. Sul tappeto le ipotesi aperte restano due: delitto o suicidio. Ma la scena del crimine che è stata analizzata con particolare cura dalla polizia Scientifica, presenta spunti e incongruenze rispetto ad entrambe le eventualità. Saranno le indagini tradizionali, affidate agli investigatori della squadra Mobile e del commissariato di Ivrea, coordinati dal dirigente Luigi Silipo e dal vice questore Gianni Brocca, a dipanare una matassa particolarmente ingarbugliata. L’arma del delitto o l’attrezzo utilizzato dal romeno nel caso si fosse tolto la vita, sarebbe stato trovato ad una certa distanza da lui e questo rimane un enigma anche se, spiegano gli esperti: «Questo genere di pistola, immediatamente letale per gli animali, non lo è altrettanto per gli esseri umani». Dopo il colpo in testa, Ionel Agraviloei sarebbe rimasto in vita ancora per alcuni minuti in preda ad un dolore atroce. Poi la morte sarebbe sopraggiunta inesorabile e l’uomo sarebbe crollato carponi, così come è stato trovato, sul pavimento della cucina.
Con scrupolo particolare i poliziotti passano al setaccio la sua vita: conoscenze, amicizie, frequentazioni, debolezze. Ne emerge un quadro che non lascerebbe presumere ad una fine violenta ad opera di una terza persona: un’esistenza regolare, scandita da lavoro, ma anche, sullo sfondo, la schiavitù dell’alcol. C’è il giallo che riguarda la fuga della moglie della vittima che sarebbe sparita da casa qualche mese fa. La donna non si trova e si sospetta si sia rifugiata in Romania dove, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni, vivrebbero i suoi figli.
Sempre secondo le stesse testimonianze, negli ultimi tempi i rapporti tra il romeno (un artigiano con un passato da aiuto macellaio) e la donna si sarebbero incrinati.
Litigi continui, minacce per motivi che ora i poliziotti dovranno accertare. Molteplici le ipotesi e ciascuna apre scenari diversi: denaro, gelosia, incompatibilità di carattere o altro ancora. La coppia conduceva una vita riservata e appare quanto mai complesso individuare qualcuno che fosse a conoscenza delle dinamiche famigliari.
Una risposta, a breve, dovrebbe giungere dalle impronte che gli investigatori avrebbero rilevato sulla pistola da macellaio. Impronte che potrebbero appartenere alla vittima, ma anche al killer, colui che potrebbe aver giustiziato Ionel Agraviloei.

Marco Bardesono

Andrea Bucci

 

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