News

Le minacce su Facebook del rapper torinese convertito all’Islam

Sul web si fa chiamare Al Qaim, professione rapper e fede islamica sciita. Dice di avere 43 anni e una casa a Torino, ma da quello che scrive su Facebook, il suo cuore è altrove. In Palestina, in Siria, o dovunque sventoli la bandiera dell’Is. Dove i combattenti islamici stanno costruendo il proprio Stato con il sangue, e dove i comandamenti da seguire sono due.  “Uno – scrive Al Qaim – niente prigionieri kafir vivi, costano acqua e cibo, perciò sgozzarli è comodo e pratico. I proiettili di pistole e fucili, si usano in guerra non x esecuzioni, il Corano ha sempre ragione, islam è civiltà, l’occidente é incivile. Due: in Palestina, chi tratta con gli ebrei, è ebreo. Ammazzare ogni sionista, anche bimbi, tagliare alberi, uccidere imam rabbini preti e monaci che li proteggono, attaccare yazidi, se nemico è in fuga, seguitelo e sgozzatelo”.
«viva i terroristi inglesi»
Parole intrise di odio, quelle del rapper, messe nero su bianco il 22 agosto, tre giorni dopo la divulgazione del video in cui un un uomo con il volto coperto da un turbante decapita il reporter americano James Foley, vestito d’arancione come i Qaedisti rinchiusi a Guantanamo. Secondo l’intelligence, il boia sarebbe un britannico, di professione rapper, cui il “collega” torinese riserva un commento. «Viva i terroristi inglesi – dice il 20 agosto – Ebrei e comunisti vanno trattati come giornalisti usa infami: sgozzarli». Ancor più inquietanti, se possibile, le parole che seguono: «Il califfo è arrivato a Roma e il figlio di Maria è qui. Undici settembre colpiremo Roma, Parigi, Londra e Berlino. Dio benedica i mujahidin».
«la guerra santa non si ferma»
Poi una minaccia diretta al Pontefice: «La guerra – si legge ancora su Facebook in un altro post del 20 agosto – non si può fermare quando è santa. Il papa devil (diavolo in inglese, ndr) Bergoglio pagherà come i suoi seguaci con la vita».
il vaticano: guardia alta
Forse, si tratta soltanto di farneticazioni. Ma il fatto che arrivino a pochi mesi dall’Ostensione della Sindone non può che preoccupare. Il Vaticano, dal canto suo, pur manifestando serenità, tiene in massima considerazione l’allerta lanciato da dagli organi di sicurezza Italiani, che tra gli “obiettivi sensibili” dell’avanzata jihadista in Europa hanno inserito anche i luoghi di culto. Francesco, del resto, di ritorno dal viaggio in Corea, si è esposto personalmente, affermando che è lecito  «fermare l’aggressore ingiusto» e sollecitando una decisione a livello dell’Onu sulla difesa in Iraq delle minoranze sotto attacco dell’Isis. «La guardia è alta, come al solito, ma siamo tranquilli», fanno sapere dal Vaticano. 
Stefano Tamagnone

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo