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Il Borghese

Ditemi che l’Italia non è questa

Non so a voi, ma a me questo vivere giorno dopo giorno a contatto con statistiche ricolme di decimali che fanno venire la pelle d’oca, deprime oltre misura.Per riassumere, abbiamo scoperto di aver vissuto fino a ieri al di sopra delle nostre possibilità (circa il 60 per cento delle famiglie), che uno su tre arriva a fatica a fine mese, non fa le vacanze, non riesce a far fronte ad una spesa imprevista, spende in bollette e servizi almeno due mensilità e il resto lo paga a rate. Non solo: la manovrina da 24 miliardi di euro se è vero che taglia le buste paga milionarie, è altrettanto vero che ricadrà sulle nostre teste (parola di consumatori) per almeno 400 euro l’anno. Basta così? Manco per sogno.In famiglia, infatti, scopriamo di avere i bamboccioni (almeno 2 milioni in tutta Italia, vero record europeo) che non solo vivono sulle spalle di mamma e papà, ma pare abbiano anche il vizietto della bottiglia.Ancora una volta sono le statistiche con la loro fredda oggettività a dircelo, raccontandoci che il 34 per cento dei maschietti sotto i 18 anni ha una certa familiarità con l’alcol e rientra nella categoria dei consumatori a rischio, mentre le femminucce che hanno avuto un’esperienza adolescenziale con la bottiglia sono il 13 per cento. Proporzioni che se calate sui circa 275mila ragazzi piemontesi danno la reale, drammatica, dimensione dell’emergenza: a bere prima della maggiore età sono in 67mila, 50mila ragazzi e circa 17mila ragazze. Supremazie territoriali a parte, Roma, Bologna o Milano non sono né meglio né peggio anche se – sempre al netto di ogni campanilismo – pare che il Piemonte primeggi in questa disciplina battendo anche veneti e friulani che sono i tipici bevitori da barzelletta.Se aggiungete che pure le future mamme bevono come alpini di leva e che il 60 per cento continua ad assumere vino, birra e amari senza aver alcuna idea dei loro effetti sul feto che portano in grembo, allora converrete con me che è meglio la beata ignoranza di chi se ne infischia dei sondaggi e delle ricerche e continua a vivere con gli occhi foderati di prosciutto. Perché se dovessimo contestualizzare tutte queste disgrazie nella famiglia di un ipotetico signor Rossi, il risultato sarebbe più o meno il seguente: finanze a zero, debiti come se piovesse, bamboccione a carico con il gomito sempre alzato e la dolce metà che scola amari mentre si accarezza il pancione nella dolce attesa della cicogna. Ditemi, vi prego, che non siamo così, che l’Italia è un’altra cosa… In mezzo a tanta disperazione concediamo almeno il lusso della speranza.beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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