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Prof accusato di molestie agli allievi, già denunciato 10 anni fa

«Da giovedì non chiudo occhio, non riesco a capire chi voglia così male a mio figlio». E’ disperata la madre di Fabrizio Pellegrino, il docente di Lettere alla scuola media Don Belliardo di Costigliole Saluzzo, finito nei guai a causa di una denuncia nella quale lo si accusa di molestie, pedopornogradia e violenza sessuale su minori. Le vittime (una decina) sarebbero suoi ex allievi e collaboratori dell’associazione Marcovaldo che il professore ha fondato nel 1990 e attraverso la quale ha organizzato eventi, mostre, percorsi enogastronomici, ottenendo patrocinio e finanziamenti da decine di Comuni, dalla Provincia di Cuneo e dalla Regione Piemonte.
Uno scandalo, il secondo in dodici mesi, che scuote la “provincia Granda” e che riguarda ancora presunti abusi, questa volta ai danni di ragazzi di sesso maschile. Nell’esposto denuncia redatto dal genitore di una delle vittime si elencano una decina di nomi, ma i carabinieri di Saluzzo avrebbero trovato riscontri per tre di loro. Giovedì scorso le perquisizione nei due diversi domicili del professore, dove i militari avrebbero acquisito anche materiale pedopornografico. Sulla vicenda, però, sia i militari che il magistrato torinese titolare dell’inchiesta, Laura Ruffino, mantengono uno stretto riserbo.
«Una persona professionalmente molto preparata – spiega Marco Lovera, collega di Pellegrino alla scuola media di Costigliole -, su di lui mai un pettegolezzo. Sempre puntuale e preciso, lavorava part-time perché  molto impegnato per la sua associazione. Non credo però che i fatti che oggi gli vengono contestati possano far riferimento ad allievi del nostro istituto». Infatti, secondo quanto è filtrato, le vittime degli abusi sarebbero ex alunni di Pellegrino, oggi studenti alle superiori che con il professore avrebbero mantenuto un rapporto attraverso uno stage nell’associazione Marcovaldo e lezioni private di latino.
Pellegrino, che è stato indagato, ha preferito rimanere in silenzio, affidando a pochi amici la sua intenzione di dimettersi dalla presidenza dell’associazione da lui fondata: «Mi dimetto e affronterò chi mi accusa – avrebbe detto -. Ma Marcovaldo nulla ha a che fare con questa vicenda e comunque l’attività dell’associazione deve proseguire».
Il docente ha scelto come legali di fiducia gli avvocati di Cuneo Michela Rosso Molasco e Leonardo Roberi e ieri ha trascorso presso il loro studio l’intero pomeriggio per impostare quella che sarà la sua difesa (con ogni probabilità chiederà ai magistrati d’essere sentito). Intanto, dalle indagini dei carabinieri emerge un precedente: dieci anni fa Fabrizio Pellegrino fu raggiunto da accuse simili rivolte a lui da due allievi del convitto alpino della Valle Maira, scuola dove insegnava, che avrebbero poi ritirato in cambio di un consistente risarcimento: «Non mi risulta – ribatte la mamma dell’insegnante -, non ne ho mai sentito parlare o nessuno me lo ha mai comunicato».
Intanto i carabinieri di Saluzzo, delegati nelle indagini dalla procura subalpina, otre a cercare riscontri ai contenuti della denuncia che viene definita «circostanziata», dovranno anche accertare che le accuse al docente, almeno in parte, non siano la conseguenza di una vendetta posta in essere nei suoi confronti. Frutto dell’invidia per una persona che attraverso l’associazione ha sì ottenuto successi, «ma si è fatta anche qualche acerrimo nemico».
Infine nella serata di ieri l’associazione Marcovaldo ha diffuso una nota nella quale si esprime «fiducia nell’operato della magistratura affinché la situazione possa venire chiarita al più presto. Si rende noto che Fabrizio Pellegrino, con grande senso di responsabilità, ha già comunicato che non proseguirà nel suo incarico di presidente dell’associazione, per altro in scadenza proprio in questi giorni. Un gesto tangibile, con il quale egli ha inteso separare le vicende personali da quelle dell’associazione. L’associazione non è coinvolta nella vicenda giudiziaria e pertanto continuerà a svolgere normalmente la sua attività culturale». 
bardesono@cronacaqui.it

 

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