img_big
News

La città che i politici non vedono: famiglie di disperati dormono in mezzo alla strada FOTO

Le banche e i negozi non ci sono più, consumate dalla crisi e dalle lotte di quartiere contro gli sfratti. Al loro posto emerge un mondo nuovo dove i senzatetto si contendono centimetri di spazio liberi per trovare riparo dalle intemperie. Sembra di essere appena atterrati a Bucarest, in realtà siamo a Torino. Per la precisione in corso Giulio Cesare, in zona Aurora. Solo addentrandosi in quei portici che conducono in corso Emilia ci si rende conto di come sia cambiata la periferia negli ultimi mesi. Degrado e disperazione qui sono di casa e se di giorno ti imbatti negli operatori Amiat che ripuliscono il porticato da avanzi di cibo e cartoni di sera puoi incontrare ben altro. Ci sono donne, ci sono bambini, un’intera famiglia che dorme sul marciapiede. Nell’indifferenza dei passanti e delle istituzioni. Accanto a loro ripari di fortuna e ciò che serve per sopravvivere: qualche coperta, cartoni, cuscini e vestiti sparsi un po’ ovunque. A terra non mancano le bottiglie di birra scolate la sera prima, parecchie rotte, dagli ubriaconi di passaggio. Anche loro desiderosi di avere un angolo di città da chiamare casa. Sui muri e sui pilastri decine di scritte a pennarello rosso e blu, ricordo delle numerose manifestazioni degli antagonisti. «Fino a qualche settimana fa non era così – racconta una donna che abita proprio a due passi da quel luogo dimenticato -. E anche se non sembra siamo ad appena un isolato di distanza dal lungo Dora e a qualcuno in più da Porta Palazzo e dal centro della città».
Con il passare del tempo, la situazione, invece di migliorare, è precipitata nel caos. Prima sotto i portici ci si poteva imbattere in un paio di persone, ora in intere famiglie. La maggior parte sono nomadi. Un vero disastro, molto simile a quello che da anni vediamo in via Sacchi, vicino a Porta Nuova. Dall’altra parte della strada, però, ci sono una scuola e una farmacia. E c’è un mondo che assiste impotente a tale incuria. «Usano i portici come wc e si cambiano dietro le colonne. E tutto avviene nell’indifferenza della Città».

 

Reportage di Philippe Versienti

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo