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Il manager Ltf al processo No Tav: “Spesi 10 milioni in protezioni”

«Finora a partire dal 2011 la società Ltf ha dovuto allestire via via opere di protezione al cantiere, tra barriere, impianti d’illuminazione e di sorveglianza, per 10 milioni di euro. L’attacco del maggio 2013 provocò danni di poco inferiori ai 100 mila euro».  

A dirlo, di fronte ai giudici della corte d’Assise di Torino, in qualità di testimone è il manager Ltf responsabile della realizzazione del tunnel esplorativo di Chiomonte, opera propedeutica alla costruzione dell’Alta Velocità per conoscere le caratteristiche della roccia. 

 

Nell’aula bunker delle Vallette è ripreso stamane il processo ai quattro attivisti No Tav imputati di aver assaltato il cantiere di Chiomonte con azioni terroristiche, la notte tra il 13 e 14 maggio 2013. È la prima udienza dopo i tre nuovi arresti effettuati nei giorni scorsi dagli uomini della Digos su ordine di custodia cautelare del gip di Torino. Secondo le indagini i tre avrebbero partecipato al commando che lanciò bombe molotov e razzi nell’area di cantiere, incendiò un macchinario, un compressore. Dall’incendio si sviluppò del fumo che raggiunse l’interno del tunnel, dove stava lavorando una dozzina di operai. 

 

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