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Mosche in cucina e pesce andato a male, l’Asl chiude la “cucina” delle mense

I filetti di platessa sono costati cari alla Camst, la ditta che fornisce i cibi nelle scuole di Torino. Il procuratore Raffaele Guariniello l’ha chiusa e il centro di cottura di Moncalieri riaprirà solo quando «la ditta avrà provveduto a sanare i dieci rilievi mossi dall’Asl 5 dopo un’ispezione della polizia giudiziaria». I sigilli per quei quattro filetti di platessa risultati tossici per altrettanti bambini della scuola Perotti, colti da vomito, nausea e febbre alta dopo il pasto a base di pesce.
L’esposto è arrivato sul tavolo del procuratore e si è aggiunto ad una serie di proteste, denunce, segnalazioni che genitori e insegnanti avevano presentato nel corso dell’anno scolastico. Insomma, abbastanza per aprire un’inchiesta, per provvedere a controlli e giungere, infine, a iscrivere l’amministratore della società nel registro degli indagati, ora sotto accusa per  «somministrazione di sostanze alimentari nocive».
Una decisione presa dal magistrato dopo aver preso visione dei verbali relativi ai controlli effettuati nella sede di Moncalieri. Una decina di violazioni delle norme igienico-sanitarie: mosche per terra, scarichi rotti, frigoriferi senza termometri, solo per citarne alcune. A tutto ciò si aggiungono le proteste e la preoccupazione dei genitori degli alunni che da mesi protestano per la scarsa qualità del cibo servito nelle mense e per le numerose segnalazioni di malesseri da parte dei bambini dopo i pasti nelle scuole.
Anche alcuni insegnanti elementari che usufruiscono delle mense avevano condiviso le proteste: «Non solo si è obbligati ad utilizzare le mense (nelle scuole non si può portare il pranzo al sacco), il servizio si paga a caro prezzo». Così non si contesta solo chi produce i pasti, ma anche la società incaricata di esigere i pagamenti, la Soris: «Fino allo scorso anno – spiegano alcuni genitori – il Comune inviava un bollettino postale. Ora si è passati, attraverso procedure molto complicate, ad Internet e se qualche rata scappa Soris provvede immediatamente al recupero del credito». Un recupero che può avvenire anche attraverso un pignoramento diretto di un decimo della busta paga del genitore moroso. Una procedura singolare, ma perfettamente legale che Soris non disdegna e che il Comune evidentemente permette.
Ma se le proteste dei cittadini sono moderate per  le contravvenzioni relative ai parcheggi nella zona blu, piuttosto che  per i ritardi di pagamento della tassa rifiuti, sulle mense scolastiche, sui cibi che vengono serviti ai bambini delle scuole della città, nessuno è disposto a pagare per pasti di bassa qualità che possono far male con l’eventualità di vedersi pure decurtato lo stipendio per i mancati pagamenti.
Insomma, la protesta sale e il procuratore Raffaele Guriniello vuole vederci chiaro. L’inchiesta potrebbe riservare ulteriori e inaspettati sviluppi, non solo riguardo la presunta nocività dei pasti serviti, ma anche sui pagamenti e sulle modalità del recupero di crediti: «Se le accuse saranno provate – spiega un legale – potremo intentare una sorta di class action per danni subiti e subendi relativi alla presunta tossicità di taluni alimenti e alle richieste di pagamento, sostanzialmente non esigibili, non per un servizio, ma di un disservizio».

Marco Bardesono

 

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