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Assalto in villa in collina: botte a una 80enne e alla figlia malata

Le hanno legate, minacciate, pestate senza pietà. Botte in testa all’anziana madre, che ha quasi 80 anni, pugni in faccia alla figlia, che di anni ne ha 40 ed è malata. L’assalto è scattato ieri mattina all’alba in una villa della collina torinese. I rapinatori erano almeno due, a volto scoperto, probabilmente dell’est. E con ogni probabilità avevano studiato il piano nei minimi dettagli, seguendo le vittime, registrando le loro abitudini e, soprattutto, i loro orari. Alle 5 e trenta, quando l’altro figlio dell’anziana ha varcato il cancello per andare al lavoro sono entrati in azione. Penetrati all’interno dell’appartamento, hanno minacciato le due donne, le hanno legate, picchiate con violenza. Volevano i soldi, forse pensavano ci fosse una cassaforte, e per sapere dove si trovasse erano disposti a tutto. Quando l’anziana ha cominciato a perdere sangue, non si sono fermati. E hanno continuato ad accanirsi anche contro la figlia, come bestie. Nel trambusto, mentre arraffavano ciò che trovavano in giro, è caduto qualcosa da un tavolo, la nuora dell’80enne ha sentito un rumore sospetto, ha capito che stava succedendo qualcosa di grave, ha cominciato ad urlare. E i due aguzzini, cui probabilmente era sfuggita la presenza della donna, hanno desistito, scappando a piedi con un bottino misero e facendo perdere le proprie tracce.
Probabilmente, ad attenderli all’esterno del parco che circonda la villa, c’era un complice. Qualcuno che ha fatto da palo durante il colpo e poi da autista per la fuga.
Sul posto, dopo l’allarme al 113, sono arrivati gli investigatori della squadra mobile e gli uomini della Scientifica che hanno setacciato la casa alla ricerca di indizi. I rapinatori potrebbero aver commesso un errore e aver lasciato dietro di sè qualche traccia. Lungo la strada che conduce alla villa, poi, si incontrano diverse telecamere di sicurezza installate dai proprietari di casa, e gli occhi elettronici potrebbero aver ripreso qualcosa, magari la targa dell’auto utilizzata dai banditi. Difficile, invece, vista l’ora e il luogo, che è molto isolato, trovare testimoni. Lo stesso figlio dell’80enne, quando è uscito, non avrebbe notato nulla di strano. Nessuna macchina “sospetta” parcheggiata nelle vicinanze, segno che forse, almeno per un tratto, i rapinatori sono fuggiti a piedi. L’indagine è coperta dal massimo riserbo, ma la polizia starebbe confrontando l’assalto di ieri con altri compiuti con modalità analoghe negli ultimi tempi, alcuni nella stessa zona. E nel mirino ci sarebbe una banda dell’est.
Le due vittime, malconce e sotto shock, sono state trasportate al pronto soccorso dell’ospedale Gradenigo dai sanitari del 118, ma non avrebbero riportato gravi conseguenze.
Stefano Tamagnone

 

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