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Processo per terrorismo ai No Tav: cori e insulti al magistrato

Il coro “tutti liberi” è stato ripetutamente scandito da decine di attivisti e simpatizzanti No Tav alla fine del processo, nell’aula bunker delle Vallette a Torino, a quattro loro compagni accusati di terrorismo. Dalla folla anche insulti e grida (“riprenditi le microspie che hai messo all’Asilo occupato” – centro sociale) all’indirizzo di uno dei pubblici ministeri, Antonio Rinaudo, che non hanno risparmiato neanche la figlia del magistrato, candidata con Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali.

I No Tav, nel corso della dimostrazione, hanno anche lanciato un piccolo oggetto verso l’aula che poi si è scoperto essere una microspia di quelle che, evidentemente, erano state disseminate – come gridavano i dimostranti – all’interno del centro sociale dalle forze di polizia. I No Tav hanno poi lasciato l’aula e dopo circa un quarto d’ora si è anche sciolto il presidio fuori dai cancelli.

“Mio figlio e gli altri tre compagni No Tav arrestati con l’accusa di terrorismo sono un capro espiatorio. La magistratura voleva dividere il movimento, infliggendo a quattro ragazzi che non sono della valle una pena esemplare per demolire la loro protesta. Ma non ci sono riusciti”. Così Cristina Cicorella, mamma di Mattia Zanotti, uno dei quattro No Tav per i quali è iniziato oggi a Torino il processo per terrorismo, in una intervista all’Espresso in edicola domani. La donna racconta al settimanale l’arresto del figlio – “lo hanno preso come si fa con Bin Laden” – e la “durissima” detenzione.

“Mattia è un giovane uomo (ha 29 anni, ndr), è forte, credo che avessero l’obiettivo di spezzare le sue convinzioni ma non ci sono riusciti. Sono state vessazioni pesanti, abusi giudiziari. Trenta avvocati a Torino hanno firmato un documento denunciando la gravità della situazione”. Il figlio e i tre compagni sono accusati di terrorismo per il blitz contro il cantiere di Chiomonte avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 maggio dell’anno scorso. “Non so nemmeno – conclude la donna – se quella notte erano a Chiomonte…”.

 

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