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Indagato l’autista del pm: non fu aggredito da tre incappucciati

L’autista del pm del processo No Tav non è stato aggredito da tre incappucciati. Nessun agguato anarchico e l’ex autista è ora indagato per procurato allarme. E’ la conclusione cui sono arrivate le indagini della Digos coordinate dal procuratore aggiunto Sandro Ausiello. La sera dello scorso 11 aprile, l’autista del pm Antonio Rinaudo, un ex carabiniere e padre di famiglia, aveva denunciato un’aggressione subita sotto casa. L’uomo era stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano dove aveva raccontato allo stesso magistrato e al capo della Digos, Giuseppe Petronzi, dell’agguato a opera di tre uomini incappucciati, armati di taglierino, che lo avevano apostrofato dicendo “questa è la fine che fanno i servi dei servi”, con riferimento al suo lavoro per la magistratura. Immediato l’allarme per un possibile “salto di qualità” della galassia antagonista, ma poi le indagini, condotte sui tabulati telefonici, e le contraddizioni nel racconto dell’ex carabiniere, le cui ferite lievi non apparivano compatibili con un’aggressione come quella descritta, hanno portato a svelare la menzogna dell’uomo. Ancora da chiarire le motivazioni che l’hanno portato a questo.

 

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