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La confessione di Celentano: “Ho preso io la macchina di Pepè”

Nuova puntata della vicenda Pepè-Celentano. Ieri infatti è andata in scena la seconda udienza del processo civile che vede protagonisti il decano dei paparazzi italiani, Giuseppe Staltari e il “molleggia to”, citato in giudizio per lesioni dal fotorepoter torinese. La giornata si è aperta con l’ammissio ­ne di Celentano, che ha confessato di aver strattonato Pepè per sottrargli la macchina fotografica dopo uno scatto ma ha negato di essere stato spalleggiato dai propri bodyguard e di aver agito da solo. Versione molto differente da quella ormai conosciutissima del fotografo, che ha dichiarato più volte che durante il litigio con Celentano era presente una guardia del corpo che lo aveva bloccato con forza. «Sin dalla prima mat­tina sia io che Adriano eravamo visibilmente in imbarazzo, è assurdo trovarsi avversari in un’udienza dopo 40 anni di ami­cizia. Allora io per chiudere la questione in bellezza – spiega il grande fotografo – gli ho proposto davanti al giudice di poter­gli fare un servizio posato con il suo nipotino, ma lui mi ha risposto con durezza di no». Un atteggiamento di grande freddezza quello di Celentano, ammorbiditosi solo alla fine dell’udienza quando Pepè gli ha donato una foto quasi com­movente, che ritraeva il fotografo e il cantante al Casinò di Sanremo nel 1965 insieme a donna Giuditta, la madre del “molleggia to”. Al termine della giornata il giudice ha aggior­nato la causa al 27 ottobre prossimo, ammettendo un teste per parte. (Foto Sanremonews).[al.ban.]

 

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