img_big
News

Omicido Musy, al via il processo bis

Ha preso il via questa mattina, a Torino, il processo per l’omicidio di Alberto Musy, il consigliere comunale torinese ferito in un agguato nel marzo 2012 e morto dopo diciannove mesi di coma. Francesco Furchì, accusato di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, è presente in Aula. L’imputato, molto dimagrito per lo sciopero della fame e il recente ricovero in ospedale, si è sempre dichiarato innocente. Il pm Roberto Furlan ha chiesto una nuova perizia psichiatrica su Furchì. I legali dell’imputato, Giancarlo Pittelli e Mariarosa Ferrara, hanno respinto l’istanza come già avevano fatto nel processo per tentato omicidio chiuso in seguito alla morte, dopo 19 mesi di coma, di Musy. “Si vuole continuare a indicare questo delitto – hanno detto – come gesto di un pazzo”. L’avvocato Giampaolo Zancan, legale della famiglia Musy, ha chiesto che siano risentiti Angelica Corporandi d’Auvare, moglie del consigliere ucciso, e Pier Giuseppe Monateri, docente universitario autore di un controverso biglietto che parlava della vicenda. “La signora – ha detto Zancan – sarà presente a ogni udienza”. Il presidente della corte, Pietro Capello, ha poi sospeso l’udienza, che è stata aggiornata per mezzogiorno.

I giudici della Corte d’assise di Torino chiamati a decidere su Francesco Furchì si sono riuniti in camera di consiglio. Nella prossima udienza, fissata, per l’8 aprile, si saprà se il processo deve ricominciare da capo, riascoltando tutti i testimoni, o se verranno acquisiti i fascicoli del processo per tentato omicidio. Furchì ha abbandonato l’udienza qualche minuto prima della chiusura, chiedendo alla corte di poter tornare in carcere per motivi di salute.

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo