img
News

Torino, presi i banditi gentiluomini. Facevano rapine senza armi

Nel loro curriculum hanno una lunga serie di rapine cominciata molti anni fa, ma per l’ultima ondata di colpi in banca hanno deci­so di cambiare completamente stile. Niente più armi e passamontagna, solo faccia tosta e determinazione. Marco Romeri, 34 anni e Daniele Gianni, 31 entravano negli istituti di credito come normali clienti e con toni garbati intimavano ai dipendenti di mettere tutto il contante in un sacchetto di carta. Con le mani infilate in tasca fingevano di impugnare una pistola, ma nessun cassiere ha mai pensato di controllare. Anche perché i due banditi prima di guadagnare l’uscita prendevano sempre un ostaggio, preferibilmente una donna, che libe­ravano solo dopo aver raggiunto la strada. Con questa tecnica a dir poco essenziale Gian­ni e Romeri, entrambi torinesi, hanno accu­mulato un bottino di oltre 30 mila euro pren­dendo di mira spesso le stesse banche e senza mai nascondere il loro volto alle telecamere. Dopo l’ultimo colpo alla Sella di Nichelino, però, un maresciallo dell’Arma ha riconosciu­to Gianni e arrivare all’inseparabile “collega” non è stato troppo difficile. L’incredibile sequenza di rapine comincia il 19 gennaio in corso Belgio 107, agenzia Banca Sella. Daniele Gianni entra nella filiale calan­dosi un cappuccio sulla testa e gli bastano pochi secondi e una faccia truce per fuggire con 7650 euro. Dodici giorni dopo è il turno del suo “socio” che si sposta solo di un porto­ne e colpisce alla Banca del Piemonte di corso Belgio 105. Agli impiegati fa credere di avere un’arma da fuoco, porge un sacchetto e svuota all’interno il contenuto delle casse. Racimola 6.858 euro, ma nella busta finisce anche una mazzetta “civetta” che esplode in strada mac­chiando le banconote. Il 5 marzo Romeri ci riprova ancora con la Sella di corso Belgio e riesce a farsi consegna­re 3190 euro senza mostrare armi. A questo punto i due malviventi decidono di unire le forze e tornano in coppia alla Banca del Pie­monte, sempre in corso Belgio. Quella filiale, però, non porta fortuna. Rimangono bloccati nella bussola e uno di loro deve fingersi fratel­lo di una correntista per farsi aprire. Memore della brutta esperienza, Romeri si fa indicare la mazzetta con il fumogeno, la scarta e fugge assieme a Gianni con un bottino di oltre 6 mila euro. La joint venture sembra funzionare alla grande, ma dopo un assalto alla Banca Sella di piazza Camandona, a Nichelino, Gianni viene riconosciuto da un carabiniere. I militari della tenenza nichelinese e il nucleo operativo di Moncalieri avviano un’indagine serrata e do­po pochi giorni ottengono le ordinanze di custodia cautelare. Gianni viene rintracciato a Torino, per strada, mentre Romeri era già finito in carcere dopo un assalto commesso in Liguria.[ma.ma.]

 

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo