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Sparatoria in carcere: agente uccide ispettore e poi si ammazza

Sparatoria al carcere delle Vallette. Un agente di polizia penitenziaria di 47 anni ha ucciso il suo superiore, un ispettore di 52 anni, poi ha voltato l’arma verso di sé e si è sparato. Trasportato d’urgenza all’ospedale Maria Vittoria è morto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.
A quanto si apprende la sparatoria sarebbe avvenuta davanti al bar interno del penitenziario. Ancora tutte da chiarire le motivazioni dell’omicidio-suicidio.
“E’ una notizia – riferisce Donato Capece, segretario generale Sappe – agghiacciante. Non si conoscono ancora le ragioni del gesto. Una tragedia che colpisce tutta la Polizia Penitenziaria di Torino che, tra l’altro, è quotidianamente provata da difficili, pericolose e stressanti condizioni di lavoro” 

“Cosa mi state combinando tu e il capo?”, con il timore di un provvedimento disciplinare, per motivi cancora da chiarire. Questa sarebbe la ragione per cui l’agente ha sparato diversi colpi contro l’ispettore, centrandolo all’addome e alla testa, prima di spararsi a sua volta alla gola. Entrambi gli agenti lasciano moglie e due figli ciascuno.

“Siamo rimasti tutti scioccati. Erano due bravi ragazzi, ci vedevamo ogni mattina. Vivere qui dentro è impossibile. I ritmi sono stressantissimi. È come combattere una guerra ogni giorno” dichiara ai cronisti un agente amico delle due vittime. “Perché è successo? Perché le condizioni di lavoro sono massacranti: basta niente per farti scattare. Non è tanto per le ore di lavoro svolte, e per i turni che possono diventare molto lunghi. Ma è per il sovraffollamento, qui lavori con una marea di detenuti aggressivi e nervosi perché anche loro stanno male. E tu sei solo. Allora basta una cosa piccola piccola per far scattare un raptus, e per farti sembrare tutto grosso” dichiara un altro. “Siamo tutti sconvolti – dice il direttore del carcere, Giuseppe Forte -. Questa tragedia per noi è familiare perché qui ai passa gran parte della giornata. Erano due persone innamorate del loro lavoro due persone corrette. Tra loro ci deve essere stato un malinteso un equivoco…però avevano ruoli diversi e lavoravano in settori diversi”. Forte lancia anche un appello al ministro Cancellieri: “Il carcere oggi vive un momento problematico, occorre diminuire la pressione del numero dei detenuti che sono troppi e alla polizia penitenziaria servono più risorse economiche ma anche più poliziotti”.

 

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