News

“Parcheggiati in ospedale”: 31mila anziani in lista d’attesa. Per risparmiare addio alla badante

Una sentenza del Tar ha definito illegittime le liste d’attesa. Ma certo non basta il verdetto di un giudice a eliminarle, a risolvere il problema delle migliaia di anziani malati cronici che aspettano un posto in una residenza sanitaria o l’assistenza domiciliare: 31mila secondo le ultime stime, di cui 12mila solo a Torino. E a questo quadro desolante si aggiunge l’impatto della crisi, con ben 40mila in Piemonte per cui l’assistenza rappresenta un lusso, e l’allarme lanciato dai medici: troppi anziani restano ricoverati in ospedale per un tempo eccessivo perché non ci sono alternative per loro.
L’allarme arriva dal 58esimo congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria, dove i medici hanno rimarcato come la crisi abbia inciso anche sull’organizzazione degli ospedali che non sono più in grado di fornire una risposta adeguata ai bisogni degli anziani non autosufficienti. Il convegno ha tracciato un quadro desolante in tutta Italia, dove il numero arriva a 800mila anziani a rischio assistenza. E il perché è presto detto: costretti a risparmiare, a tagliare ogni spesa superflua – e qualche volta anche quelle necessarie -, gli anziani e le loro famiglie si trovano ora costretti a rinunciare anche alla badante, una scelta drastica già compiuta da 8 su 10.
«In Piemonte la situazione generale dell’assistenza agli anziani non si discosta molto da quella nazionale – spiega il professor Giancarlo Isaia, direttore della struttura “Geriatria e malattie metaboliche dell’osso” delle Molinette -; un dato certo è che le strutture pubbliche non sono più in grado di fornire una risposta adeguata ai bisogni degli anziani non autosufficienti, che spesso restano ricoverati in ospedale per un periodo di tempo francamente eccessivo. In Piemonte, nonostante la recente sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la lista di attesa, vi sono 31mila malati cronici non autosufficienti che aspettano di ricevere specifiche prestazioni socio-sanitarie: 14mila per cure residenziali e 17mila per cure domiciliari. E per quanto riguarda la città di Torino, la lista di attesa di oltre 12mila persone si allunga giorno dopo giorno. Ciò anche per i frequenti ritardi nell’integrazione della retta alberghiera da parte delle istituzioni, a loro volta in difficoltà per i noti tagli intervenuti sulla finanza pubblica locale».
La situazione, per una popolazione fragile come gli anziani, è drammatica. Dalle piccole abitudini quotidiane al sistema sanitario, è un circolo vizioso che porta ad isolamento e precarità. I nostri anziani preferiscono la spesa al discount e rinunciare all’unica bistecca della settimana per potersi permettere la badante: gli over 75 che con la loro magra pensione non arrivano alla fine del mese sono costretti perfino a questo, pur di avere qualcuno che li assista a casa, e per pagare la badante il 75% riduce qualità e quantità dei cibi e il 45% deve chiedere aiuto ai figli. Ma nel corso dell’ultimo anno il 55% degli over 75 ha dovuto ridimensionare l’aiuto dell’assistente familiare, il 25% vi ha dovuto rinunciare del tutto.
Le stesse badanti sono apprezzate dagli anziani ma uno su tre teme che possano commettere errori nelle terapie: solo il 14% di loro, infatti, ha avuto percorsi adeguati di formazione sanitaria e il 77% è di nazionalità straniera.
Liliana Carbone

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo