News

“Gli scontrini? Errori delle cassiere”

Se gli esponenti della Lega Nord si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al pubblico ministero, altri, invece, o con dichiarazioni spontanee, oppure presentando memorie o sottoponendosi agli interrogatori, hanno tentato di allontanare lo spauracchio della chiusura indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. In verità con scarso successo in quanto le posizioni che sono state archiviate riguardano unicamente alcuni consiglieri del Pd.
Tutti hanno allegato agli atti e fatto recapitare ai pm i regolamenti dei gruppi che, secondo un’interpretazione certo non restrittiva, giustificherebbero la presentazione di scontrini e fatture quasi senza limitazioni. Di fronte a contestazioni specifiche, poi, ognuno ha fornito la sua giustificazione.
Augusta Montaruli dice che quello scontrino relativo ad un pacchetto di sigarette, sarebbe stato «battuto erroneamente dalla cassiera», mentre Carla Spagnuolo nega l’acquisto di una Montblanc perché «è un tipo di penna che non risponde ai miei gusti». Capi di abbigliamento, porse in pelle griffate, sarebbero tutti regali istituzionali, è il ritornello da parte di tutti i consiglieri indagati. Così come le cene e i pranzi sarebbero stati offerti «a militanti ed elettori» o avrebbero avuto «forma istituzionale».  Le scarpe per bambino acquistate dall’Idv Andrea Bouquicchio sarebbero «un regalo ad una donna indigente» che avrebbe avvicinato, con il bimbo in braccio, un collaboratore del consigliere.
Il presidente del consiglio regionale Valerio Cattaneo, nega d’aver pernottato all’Hotel Astori di Trecate e dice al pm: «Probabilmente è una spesa che mi si è attribuita per errore». Abbigliamento per bambini e giocattoli anche per Anna Rosa Costa, ma si tratta «di regali per beneficenza», mentre i fiori «sono corredo del mio ufficio».
Per Angiolino Mastrullo (Pdl) i capi di abbigliamento, i profumi e i biglietti per partite di calcio di serie A, altro non sarebbero che «modesti omaggi di natura diversa». Il capogruppo Pdl Luca Pedrale invia il 13 maggio scorso un memoriale in procura: «L’elevato numero di episodi – scrive – e l’impossibilità di visionare i documenti, mi rende difficile una spiegazione che mi riservo comunque di fare».
Francesco Toselli (Pdl), per giustificare l’acquisto di generi alimentari spiega: «Il Piemonte è una regione nella quale l’enogastronomia è una grande protagonista. I prodotti tipici sono uno straordinario valore per promuovere anche e soptattutto per un consigliere regionale, che con l’acquisto di salumi e vino ha voluto omaggiare i suoi interlocutori politici». Lo stesso Toselli aggiunge su uno scontrino della Spa del Golden Palace: «Ero entrato solo per cambiarmi d’abito». Riguardo a due pasti a base di tartufo presso il ristorante il Centro di Prioca, il consigliere Udc Giovanni Negro puntualizza: «Si è trattato di pasti consumati con parlamentari di cui ho detto sopra (Delfino, Calgaro, Scanderebech) a seguito di incontri riguardanti il territorio. In realtà non si è ordinato tartufo, ma in quel periodo è consuetudine che il ristorante proponga piatti con il tartufo».

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo