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Maxitruffa da 80 milioni nel settore informatico: due arrestati e 41 indagati

E’ partita da una segnalazione per un’operazione sospetta su 114 assegni circolari emessi da uno stesso soggetto, l’operazione del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Torino su una maxi truffa nel settore del commercio di materiale informatico che oggi ha portato all’arresto di due imprenditori. Gli assegni, di mille o duemila euro per un valore di 294mila, trasferibili e poi estinti con denaro contante, secondo le indagini erano stati emessi da un prestanome da cui poi i finanzieri sono risaliti all’intera rete. I militari stanno svolgendo accertamenti su altri 41 soggetti, tra prestanome, rappresentanti legali e dipendenti di aziende intermediarie, holding e societa’ fiduciarie che avrebbero partecipato a vario titolo alla filiera di false fatture. Il meccanismo era ben studiato: fatture fittizie venivano emesse per computer, chiavette usb, hard disk e scanner che pero’ di fatto quasi sempre non veniva trasferiti. Le transazioni inventate, passando per una serie di societa’ filtro compiacenti, consentivano cosi’ di evadere l’Iva. Cinquantotto le aziende coinvolte di cui 16 estere.   “Un sistema articolato – ha spiegato il colonnello Giuseppe Gerli, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Torino – dal quale emerge il ruolo fondamentale dei professionisti che hanno aiutato gli imprenditori a muoversi nei meandri della legge”. Di una “frode sofisticata” ha parlato il procuratore aggiunto Vittorio Nessi che ha coordinato le indagini insieme al sostituto Alberto Benso. “C’e’ una situazione legislativa – ha aggiunto – che per cosi’ dire ‘favorisce’ questo tipo di reati che si giocano su una serie di tecnicismi”. La frode avrebbe consentito di sottrarre a tassazione circa 80 milioni di euro e di evadere oltre 18 milioni di Iva.

 

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