LA RECENSIONE – Lost Planet 3 (Ps3, Xbox 360, Pc)

E anche per Lost Planet 3 è arrivato il momento di mostrarsi. Dopo un secondo capitolo non memorabile, Capcom ha affidato il rilancio della serie a Spark Unlimited (Turning Point: Fall of Liberty, Legendary) con l’input di un cambio di impostazione per avvicinare maggiormente il gioco ai gusti del pubblico. Decisioni azzeccate? Difficile a dirlo, in quanto Lost Planet 3 è sicuramente un bel gioco ma è parecchio diverso dal capostipite. Una scelta che quindi potrebbe attirare nuovi fan ma che al tempo stesso potrebbe scontentare gli appassionati della prima ora.

LA TRAMA
L’intreccio narrativo è sicuramente una delle cose più interessanti del gioco, in pratica un prequel che si spinge indietro di alcuni decenni.

All’inizio del gioco vi trovate di fronte a un Jim Peyton piuttosto in là con gli anni e alle prese con una situazione potenzialmente fatale. Con lui c’è la nipote che tenta in ogni modi di salvarlo. Da questo momento parte un flashback che ci porta fino al momento dell’arrivo di Jim su EDN III, il pianeta ghiacciato che i fan della serie conoscono già bene. Scopriamo così che il protagonista ha lasciato la Terra principalmente per denaro, per poter mantenere al meglio la famiglia. E di denaro la Nevec, la multinazionale che l’ha ingaggiato, gliene offre parecchio, a patto di riuscire a recuperare grandi quantità di Energia Termica, abbastanza potente da risolvere i problemi energetici della Terra. Per riuscire nell’impresa, Jim si è portato dietro un aiutino decisamente ingombrante: un Rig, un enorme mech antropomorfo dentro al quale Jim trova riparo ma che all’occorrenza può diventare anche un sistema di trasporto e un poderoso mezzo offensivo.

Non andiamo oltre per non guastarvi la sorpresa ma sappiate che la storia e la caratteristiche dei personaggi sono approfonditi non solo tramite le varie missioni ma anche con registrazioni, lettere, dialoghi che lentamente svelano le reali intenzioni della Nevec e l’eccezionale caratterizzazione di Jim, finalmente un personaggio “reale” e non un classico eroe tutto d’un pezzo tipico di tanti, troppi videogiochi.

IL GAMEPLAY
I cambiamenti maggiori alla serie sono quelli apportati al gameplay. In pratica Lost Planet 3 è uno sparatutto in terza persona che diventa in prima quando salite a bordo del Rig. All’inizio il gioco stenta a decollare, visto che sostanzialmente dovrete fare lunghe camminate per passare da un luogo di scontro all’altro: un sistema un po’ ripetitivo che lascia l’illusione di una esplorazione del pianeta che invece non c’è, in quanto siete costretti a muovervi lungo itinerari ben prestabiliti per raggiungere la vostra meta, solitamente un’area più “aperta” in cui affrontare gli agguerriti esemplari della “fauna” locale, alcuni dei quali una volta eliminati lasceranno sul terreno un po’ di preziosa Energia Termica, da utilizzare per personalizzare il già ben fornito equipaggiamento a base di armi di vario tipo. Le battaglie non sono semplicissime, sia per l’aggressività dei nemici – in alcuni momenti anche piuttosto numerosi – sia per la difficoltà nel domare il sistema di puntamento che rende piuttosto difficile colpire con precisione gli avversari di dimensioni più ridotte.

Anche per evitare l’eccessiva ripetitività e il rischio della noia, gli sviluppatori hanno implementato un sistema di combattimento totalmente diverso quando sarete alla guida del Rig, a cominciare dal cambiamento di visuale che passa in prima persona. All’inizio il vostro enorme robot sarà solamente un mezzo di trasporto, poi diventerà un elemento per eseguire lavori e infine diventerà una macchina da guerra. Un po’ impacciata a dire il vero, e del resto il robot sarebbe stato progettato per lavori minerari e non certo per uccidere extraterrestri, ma la soddisfazione provata nello sterminare con tenaglia e trivella i piccoli Akrid è comunque notevole.

IL MULTIPLAYER
Se il ritmo della campagna single player a volte stenta a decollare, non altrettanto si può dire per il multiplayer. Le modalità tra cui scegliere sono solo due ma entrambe sono realizzate ottimamente e permettono di allungare di parecchio la longevità del titolo.

Con Akrid Survival affronteremo uno scenario classico delle modalità stile Orda di Gears of War ma con tre squadre che dopo aver affrontato le ondate di nemici dovranno poi scontrarsi tra loro.

In Scenario, ci saranno due squadre, una Nevec e una di Pirati Spaziali, impegnate a raggiungere obiettivi di diverso tipo. In questo caso il divertimento è assicurato dall’ottima realizzazione delle mappe, con passaggi di vario tipo che permetteranno l’adozione di diverse strategie di gioco.

IL COMPARTO TECNICO
I ragazzi di Spark Unlimited hanno scelto l’Unreal Engine 3 per sviluppare il proprio gioco. Scelta saggia, visto che graficamente Lost Planet 3 raggiunge un ottimo livello, soprattutto grazie alla realizzazione dei personaggi, delle loro espressioni facciali e delle animazioni. Buoni ma senza picchi di sorta invece gli scenari e le ambientazioni: nitidi, puliti ma un po’ privi di ispirazione.

Buono il comparto sonoro, soprattutto grazie ad un doppiaggio notevole, all’altezza delle migliori produzioni attuali.

Un po’ fastidiosi, infine, i lunghi tempi di installazione del gioco e di caricamento dei vari livelli.

Lost Planet 3 è un gioco prodotto da Capcom e distribuito da Halifax per Ps3, Xbox 360 e Pc. La versione utilizzata per la recensione è quella per Ps3.

I VOTI
Gameplay 8
Longevità 8
Multiplayer 8
Grafica 8
Sonoro 8,5
TOTALE 8

 

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