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Rubriche Tecnologia

LA RECENSIONE – Splinter Cell: Blacklist (Ps3, Xbox 360, Pc, Wii U)

Questo nuovo capitolo della saga di Splinter Cell è arrivato sugli scaffali dei negozi un po’ in sordina. Stretto tra le vacanze estive e l’imminente arrivo della nuova generazione di console con l’inevitabile carico di titoli a tripla A, Blacklist rischia di passare inosservato. E questo sarebbe un vero e proprio peccato perché il titolo prodotto da Ubisoft è davvero una gran bella sorpresa, soprattutto perché segna il ritorno della saga a un taglio decisamente più stealth. Un cambio di rotta rispetto al precedente Conviction che sicuramente farà la gioia dei fans che l’avevano invocato a gran voce. E la decisione di ascoltare questi suggerimenti ha decisamente premiato Ubisoft e i suoi studios canadesi di Toronto che hanno sfornato un gioco davvero di primo livello.

LA TRAMA
Naturalmente anche in questo caso il protagonista del gioco basato sul mondo creato dalla fantasia di Tom Clancy è Sam Fisher, posto al comando di Fourth Echelon, un’unità segreta, direttamente dal presidente degli Stati Uniti dopo un devastante attacco terroristico alla base militare statunitense sull’isola di Guam.

Cercando come sempre di non anticipare troppi particolari della trama, possiamo dire che il nemico da affrontare è costituito dagli Ingegneri, un’organizzazione terroristica che chiede agli Stati Uniti di ritirare le proprie truppe impegnate nei vari paesi del mondo. Se non lo faranno ogni settimana si ripeterà un attacco come quello di Guam. Ecco quindi spiegata la decisione del presidente di creare la nuova unità antiterroristica, dotata di mezzi ed uomini per poter affrontare la minaccia spostandosi nel più breve tempo possibile ai quattro angoli del mondo.

Dopo ogni missione tornerete quindi nel Paladin, il vostro ipertecnologico quartier generale per ricevere gli aggiornamenti dai vari agenti, selezionare la missione da affrontare e magari fare quattro chiacchiere con la figlia di Sam, per poter quindi approfondire la caratterizzazione del personaggio.  

IL GAMEPLAY
Bentornato stealth! Infiltrazioni silenziose e omicidi nell’ombra ultimamente erano un po’ passati di moda ma in attesa dei ritorni di Thief e di sua maestà Metal Gear Solid, prima Dishonored e poi questo Splinter Cell Blacklist hanno prepotentemente riportato il genere ai fasti di un tempo, per la gioia dei fan che con questa avventura di Sam Fisher, suddivisa in missioni principali e secondarie, rischiano di avere davvero pane per i propri denti.

Il gioco in pratica si basa sulla scelta tra tre diversi stili di gioco: Fantasma, Pantera ed Assalto. Con il primo dovrete cercare di raggiungere i vostri obiettivi senza uccidere nessuno, senza far scattare allarmi e scivolando silenziosi – appunto come fantasmi – alle spalle dei vostri avversari, aggirandoli senza spargimenti di sangue. Il secondo è invece l’ideale per chi ama lo stealth ma anche le uccisioni silenziose, il far fuori il nemico senza che neanche si accorga di chi lo sta colpendo. Il terzo, Assalto, è riservato a chi proprio non può fare a meno di trasformare lo scenario in una zona di guerra e farsi largo a forza di armi ma sinceramente è anche lo stile di gioco che ci sentiamo di sconsigliare in quanto finisce per snaturare il titolo trasformandolo in una sorta di sparatutto. E infatti non per niente gli sviluppatori hanno voluto spingere i giocatori verso lo stile Fantasma, inserendo un sistema di ricompense in base alle vostre performance nelle varie missioni con le quali sbloccare una lunga serie di miglioramenti, armi e gadget per potenziare il vostro personaggio. Ricompense che appunto saranno superiori per chi sceglierà di muoversi come un Fantasma. Sia chiaro: non esiste un modo giusto o uno sbagliato per giocare a Blacklist ma sicuramente se volete godere fino in fondo delle caratteristiche che lo rendono un gioco diverso rispetto agli altri, dovete optare per uno stile stealth.

Lo stile Fantasma è sicuramente anche più difficile rispetto agli altri. Combinarlo con un livello di difficoltà elevato significa infilarsi in un bel problema perché il gioco diventa molto realistico, con un’intelligenza artificiale degli avversari che poche volte ci è capitato di vedere: per fare qualche esempio, le guardie noteranno l’assenza di uno di loro, si organizzeranno per cercarlo, si uniranno in squadre per essere meno vulnerabili. Inutile dire che questo influirà pesantemente anche sulla longevità del titolo, prolungandola di parecchio rispetto alla dozzina di ore necessarie per portarlo a termine con scelte di stile e difficoltà meno “estreme”.

IL MULTIPLAYER
Una volta terminata la campagna in single, potrete cimentarvi nel multiplayer. Ubisoft ha preparato per voi sia la possibilità di un competitivo che quella di un cooperativo.

Partiamo da quest’ultimo, da affrontare in compagnia di un amico con il quale superare una quindicina di missioni suddivise in tre tipologie che non a caso richiamano i tre stili di gioco. E quindi in un caso dovrete infiltrarvi in un’area, in un altro eliminare tutte le forze nemiche in modo silenzioso e nel terzo dovrete affrontare ondate di nemici in una modalità che ricorda da vicino la classica Orda di Gears of War.

Se invece preferite le modalità competitive, con Splinter Cell: Blacklist avrete pane per i vostri denti, a cominciare dallo Spie contro Mercenari dove dovrete violare o difendere, a seconda della vostra fazione, alcuni terminali. E poi “Estrazione” (4 contro 4 con le Spie impegnate a difendere dati che i Mercenari dovranno estrarre), “Controllo dati” (un “Re della collina” in cui difendere o conquistare dei centri di trasmissione) e un classico Deatmatch a squadre. Naturalmente anche nel multiplayer avrete la possibilità di guadagnare crediti in base alle vostre prestazioni per poi comprare personalizzazioni di vario tipo per il vostro personaggio.

IL COMPARTO TECNICO
Detto dell’ottimo livello dell’intelligenza artificiale, passiamo a vedere come se la cava il gioco dal punto di vista della grafica. Blacklist si basa ancora sull’Unreal Engine e ormai qualche piccola crepa la si comincia a vedere. La modellazione del protagonista è convincente mentre quella dei comprimari lascia qualche perplessità in più. Di livello superiore la cura posta nella realizzazione degli scenari, sia dal punto di vista della texturizzazione che da quello della varietà di ambientazioni e dei possibili approcci a ogni mappa, grazie alle coperture e alla facoltà di arrampicarsi che permette il moltiplicarsi delle tattiche di gioco.

Di primo livello il comparto audio. Non tanto per la colonna sonora, quasi inesistente, quanto per effetti e doppiaggio, con una nota di merito per Luca Ward, cui è affidato Sam Fisher.

Splinter Cell: Blacklist è un gioco prodotto da Ubisoft per Ps3, Xbox 360, Wii U e Pc. La versione utilizzata per la recensione è quella per Ps3.

I VOTI
Grafica 8,5
Sonoro 9
Multiplayer 9
Giocabilità 9,5
Longevità 9
TOTALE 9

 

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